Napoli-Roma è spettacolo puro in una partita pazza: 3-3 al Maradona

Immagine
Match intenso al Maradona, decisive le doppiette di McTominay e Balerdi (subentrato nella ripresa). Di Anguissa e Soulé le altre reti che fissano il risultato sul pareggio.

Scott McTominay doppietta. E Anguissa, in rovesciata. I due calciatori che sono più mancati al Napoli fanno la differenza nella sfida di campionato con la Roma. Segnano gol pesanti. Ma non bastano per vincere un match sempre vivo. E che i giallorossi hanno il merito di strappare e portare a casa giocando un ottimo secondo tempo: non segna Malen, ci pensano Soulé e Balerdi (2 volte) e gelare il Maradona proprio quando la vittoria sembrava in pugno. Finisce 3-3.

Il Napoli indossa lo stesso abito tattico della Champions: De Bruyne schierato in posizione di play e con la novità Badiashile al centro della difesa al posto di Rrahmani (non in condizione). Non è solo questione di uomini ma di copione giusto che la formazione di Allegri sembra aver (finalmente) trovato. E l'interpretazione, almeno per tutta la prima parte della gara, è sicuramente positiva. Anguissa in mezzo al campo non è ancora ai livelli di un tempo, ma si vede che è salito di condizione: è la fisicità mancata finora, che ha inciso sugli equilibri e sulla solidità. A lui e a McTominay spetta l'azione di lotta di governo con licenza di colpire (le reti portano la loro firma). Mentre tocca al belga ricamare gioco. E non solo: vederlo al limite dell'area di rigore affondare la gamba nei contrasti esalta il Maradona. KDB c'è. Tutto il Napoli c'è. Perché è solo di squadra che puoi affrontare un avversario come i giallorossi, forte anche senza calciatori come Dybala e Pellegrini, pericolosa sempre quando lasci a Soulé l'agio di addomesticare il pallone, d'assalto quando alza il ritmo.

Immagine

Equilibrio è la parola chiave anche quasi tutto il primo tempo sono gli azzurri a tessere le migliori trame di gioco, a tenere l'iniziativa, ad avere il giusto approccio per mentalità e applicazione, per voglia di produrre azioni, perché la catena di destra (Politano-Di Lorenzo) è la più collaudata ed è da lì che arrivano i pericoli maggiori per la Roma. E il Napoli viene premiato dalla rete in rovesciata di Anguissa, che va così su un pallone rinviato dai capitolini su punizione. Poi arrivano le grandi occasioni per Lang, Hojlund, De Bruyne (sventata da Gollini in uscita spericolata), Olivera (salvataggio sulla linea). Ma il raddoppio non si materializza e allora il rischio di pagarla cara per la vecchia legge del calcio (gol sbagliato, gol subito) è tangibile alla fine del primo tempo con Malen (Meret devia di piede) e con Cristante (palo di testa, su deviazione di Rafa Marin).

Testa e gamba. Il Napoli ne mette anche in avvio di secondo tempo per non lasciare l'abbrivio alla Roma. È sempre dalla destra, laddove spopola Politano, che gli azzurri costruiscono il raddoppio: cross morbido davanti alla porta, McTominay di testa anticipa Wesley. Gollini tenta un salvataggio disperato ma la palla ha varcato la linea. Lo scozzese si rialza e la mette dentro di piede. È 2-0, potrebbe essere addirittura 3-0 poco dopo ma Politano non ne ha più e spara su Gollini.

Gasperini cambia, mette Castro al fianco di Malen e aumenta il potenziale offensivo. La fiammata del Napoli s'è spenta, ora è la Roma a tenere l'iniziativa. La squadra di Allegri non riesce più a uscire e subisce. Vacilla in difesa. È messa sotto pressione e sbanda. Anche troppo. Rispetto al primo tempo è un'altra Roma, che nel giro di cinque minuti rimonta fino al pareggio con Soulé e Balerdi. Il canovaccio della sfida è chiaro: giallorossi all'attacco, azzurri che provano a ripartire in contropiede. È il momento migliore/peggiore, dipende da che lato si vede la partita. Poi Scott, lo scozzese che s'arrende mai, suona la cornamusa e dà la carica su una delle azione in contropiede dei partenopei. Ci prova prima Spinazzola, tiro parato. Poi arriva McTominay e con un diagonale micidiale fa 3-2. È il guizzo che dà al Napoli fiato e coraggio. Ma deve trattenerlo, strozzato in gola. Balerdi è lì e mette dentro anche il 3-3.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views