Alessandro Costacurta è da anni tra gli opinionisti di punta della squadra di Sky Sport, voce abituale delle grandi notti di calcio e volto della Champions League, che l'emittente satellitare si è recentemente assicurata per le prossime tre stagioni. In un momento chiave della stagione, per tante squadre, l'ex difensore del Milan ha affrontato i temi più importanti in una lunga intervista a Fanpage.

Alessandro, il derby vinto dall’Inter ha indirizzato lo Scudetto verso la squadra di Conte?
"Credo l’Inter sia la favorita anche se assisteremo ad alti e bassi. L’Inter è sicuramente la favorita per lo scudetto soprattutto perché le altre sono impegnate nelle coppe".

Come giudichi la stagione dell’ex Ct sulla panchina nerazzurra?
"Io considero Conte fra i primi 5 allenatori al mondo e già questo indirizza un pochino quello è la ragione per cui l’Inter è la favorita. Ha la rosa più forte e l’allenatore più forte. La ragione che mi lascia perplesso è il fatto che non sia ancora riuscito ad imporsi nelle coppe europee. Se vado a rivedere gli episodi mi accorgo che Conte nelle fase iniziali della stagione ha sempre avuto difficoltà nell’inserire la mentalità giusta. Conte secondo me è un allenatore da tour piuttosto che da classiche e ha sempre bisogno di tempo e a un certo punto della stagione poi fa capire cosa vuole".

E il suo comportamento davanti alle telecamere?
"Lui influenza anche i giocatori ma io credo che voglia sempre crearsi un nemico. Questi tipi di giocatori e allenatori come Mourinho ad esempio, hanno bisogno di un nemico per tirare fuori il meglio di sé. Antonio ricalca questa fiducia. Io ho sempre negli occhi il famoso Juve-Inter e il rigore su Iuliano: lui era l’unico che si metteva in mezzo ai giocatori dell’Inter che protestavano. Quell’immagine, mi ha sempre fatto pensare che lui abbia sempre bisogno di stare in mezzo ai nemici".

Cos’ha in più rispetto al Milan per vincere il campionato?
"In più ha giocatori maggiormente abituati a un certo tipo di partite. Nelle gare importanti con le nazionali, ottavi, quarti e semifinali di coppe, credo ci siano differenze enormi tra le due squadre. Nel Milan ci sono forse due giocatori che hanno esperienze internazionali (Ibra e Kjaer). Per il resto è una squadra poco abituata a un certo tipo di partite".

Quanto ha influito Maldini nel rilancio del club rossonero?
"Per le scelte dei giocatori e dell’ambiente con l’allenatore c’è stata una simbiosi incredibile insieme a Massara e anche Boban. Avevano giocatori che sulla carta non sembravano così bravi ma loro hanno scelto profili incredibili che sono migliorati tantissimo e l’alchimia con l’allenatore è molto importante, così come il rapporto tra dirigenti e squadre. Paolo ha messo in atto quella richiesta di chiarezza che usavamo anche noi al Milan. Il gruppo ha avuto la meglio in questo senso".

E in tutto questo la Juventus che ruolo può avere?
"La Juve e il Milan siano le antagoniste dell’Inter per lo scudetto. I bianconeri hanno però la rosa migliore e ha un allenatore che sta imparando ed è geniale. Pirlo darà molto e ha peccato solo in un paio d’occasioni a causa dell'inesperienza, ha la scelta che nessuno si aspetta e la rosa molto ampia. Fino a fine campionato saranno queste le tre squadre che si contenderanno il titolo".

Perché l’Atalanta non riesce ad imporsi come il Leicester in Premier?
"Perché quando vinse il Leicester le big erano soltanto due, le altre fallirono la stagione. È moto difficile che nel campionato italiano le big possano fallire tutte insieme. Io credo sia una cosa impensabile e molto rara. Un esempio può essere rappresentato dal nostro Milan nel ’99 che non era tra le più forti".

Da ex difensore: è più difficile marcare Ibra, Lukaku o Cristiano Ronaldo?
"Credo che razionalmente da marcare sia Lukaku il più difficile da marcare perché in area di rigore è capace di spostarti. In realtà quando hai da coprire 30 metri di campo alle spalle, Ronaldo e Ibra si possano marcare perché non hanno la velocità di portarti via rispetto a Lukaku che invece sui 50 metri può arrivare ai 6 secondi".

Quale italiana può arrivare in fondo alle competizioni europee?
"La Juve è la squadra più attrezzata per poter arrivare in fondo. Sempre per quel discorso dell’abitudine".

Il giovane che ti ha maggiormente stupito quest’anno?
"Tra i Millennials mi piacciono Vignato del Bolgona, ma soprattutto Kulusevski, che è probabilmente il giocatore più interessante. Agoumé dello Spezia, in prestito dall'Inter, è invece interessante al massimo, quel ragazzo è veramente bravo. Il più forte di tutti però secondo me è Tonali, anche se in questo momento non si sta esprimendo al meglio".

Infine l'Italia. Come arriva ai prossimi Europei?
"Non tra le favorite. Può sorprenderci e può arrivare alle semifinali, ma ci sono altre più forti come Francia e Belgio, anche Germania e Spagna. L’Italia non è ancora tra le più forti".