Così Matic si è messo in tasca l’intero centrocampo della Juve: a luglio era stato proposto a Carnevali
C'è una fotografia che racconta meglio di qualsiasi analisi la serata di Nemanja Matic: il centrocampista del Sassuolo a dettare tempi e ritmi mentre dall'altra parte la Juventus fatica a trovare una risposta. Nella vittoria dei neroverdi per 3-2 del Mapei Stadium, deciso nel secondo tempo da una partita completamente esplosa dopo l'intervallo, il serbo è stato il professore della sfida.
Una prestazione sontuosa che assume un significato ancora maggiore se si torna indietro di appena qualche mese. Sì, perché Matic, lo scorso luglio, era stato proposto proprio alla Vecchia Signora come possibile rinforzo per il centrocampo: un'opportunità di mercato che il club bianconero aveva preso in considerazione senza però trasformare l'idea in una vera trattativa.
Dopo quello che il serbo ha combinato contro la squadra di Luciano Spalletti, la suggestione assume inevitabilmente un sapore diverso.
Matic, un professore in mezzo al campo
Matic ha giocato tutti i 90 minuti senza mai dare l'impressione di avere fretta. Ha ricevuto, alzato la testa, scelto la soluzione più semplice e, soprattutto, imposto il ritmo della partita. Non è stato soltanto un lavoro di gestione: il calciatore serbo ha saputo anche accelerare quando serviva, accorciare le distanze e accompagnare l'azione.
Qualsiasi voto può solo sintetizzare in parte la sua prestazione. La sua vera influenza si legge nei numeri: 70 passaggi tentati e 61 completati, con una precisione dell'87%; mentre nella metà campo avversaria sono stati 32 i passaggi tentati con 27 riusciti. Un dato che fotografa bene la sua capacità di portare il gioco del Sassuolo in avanti senza rinunciare alla pulizia della manovra.
Matic è stato protagonista anche dell'assist per il gol del vantaggio del Sassuolo ma, più che sul passaggio in sé, si dovrebbe discutere della giocata da cui è partita l'azione: l'ex Manchester United, Chelsea e Roma ha scambiato il pallone più di una volta con Berardi per attirare il pressing e, con il cambio di passo, fa partire ‘la gamba' che dopo lo scambio con Thorstvedt porta al passaggio in profondità per Esposito verso la porta di Vicario. La palla per il compagno è deliziosa e sembrava essere già nella sua testa qualche secondo prima rispetto agli altri.
Il giudizio unanime del match di Matic è stato quello di ‘un professore', una bussola e un metronomo che detta i tempi, accorcia, ragiona e lancia. Leggere le situazioni e vedere le cose prima, appunto.
La vicenda di mercato estiva rende tutta la storia ancora più interessante. Perché quel "professore" che ha messo in difficoltà il centrocampo bianconero era stato accostato alla stessa Juventus durante l'estate: Matic era stato proposto a Giovanni Carnevali nell'ambito dei colloqui con l'agente Vlado Lemic. L'incontro era nato intorno alla situazione di Emiliano Dibu Martinez, portiere argentino nel mirino della Juventus poi finito al Chelsea, ma nei dialoghi era emerso anche il nome del centrocampista serbo.
L'idea era quella di aggiungere esperienza e personalità alla mediana bianconera con un giocatore già perfettamente calato nella Serie A e capace di garantire leadership: una soluzione a costi relativamente contenuti, considerando il profilo del calciatore.
La Juventus aveva valutato la possibilità, ma senza affondare il colpo, anche perché il mercato del centrocampo bianconero seguiva altre piste (Kessié su tutte) e con la situazione degli esuberi che reso più complicato liberare spazio e accelerare le operazioni. Alla fine Matic è rimasto al Sassuolo e in bianconero è arrivato Sarr per ovviare alle varie difficoltà numeriche della mediana della Vecchia Signora.
Aquilani si gode Matic: "Sono stato fortunato"
A fine partita Alberto Aquilani ha sottolineato proprio il valore del calciatore serbo, non soltanto per quello che riesce a dare durante i novanta minuti, ma per ciò che rappresenta quotidianamente all'interno dello spogliatoio. Su Matic l'allenatore del Sassuolo si è espresso così: "Sono stato fortunato. Incontri giocatori come lui che sono campioni, in mezzo al campo ma anche negli allenamenti e nella curiosità. Il legame tra giovani e meno giovani è fondamentale. Sono arrivato qui e ho portato un'idea nuova, diversa e ho visto che tutti sono stati curiosi di capirla".
È un passaggio che spiega perché Matic continua a essere così centrale nel progetto neroverde nonostante i 38 anni e la sua presenza in mezzo campo è fondamentale. La sua utilità non si limita alla prestazione domenicale perché è un riferimento tecnico e caratteriale per una squadra che ha bisogno di giocatori capaci di leggere le partite e, soprattutto, di insegnare qualcosa ai più giovani. Contro la Juventus ha fatto entrambe le cose.
Il 3-2 del Mapei Stadium consegna così una vittoria pesantissima agli uomini di Aquilani e una serata da dimenticare alla Juventus ma lascia anche una storia di mercato che poteva essere un ‘turning point': a luglio Matic era un nome proposto come opportunità per il centrocampo bianconero; a settembre è stato lui a mettersi in tasca l'intero centrocampo della Juventus. A 38 anni, con la calma di chi certe partite le conosce da una vita.