Cosa succederebbe al Tottenham in caso di clamorosa (ma possibile) retrocessione in Championship

Per il Tottenham la retrocessione è un'ipotesi che sta assumendo contorni sempre più nitidi e neanche la prima di Roberto De Zerbi in panchina ha portato fortuna. L'allenatore italiano ha fatto il suo secondo esordio in Premier League con la sconfitta in casa del Sunderland che ancora la squadra al diciottesimo posto, il primo colorato di rosso. La matematica non li condanna ancora ma gli Spurs non vincono da 14 partite ed è difficile immaginare una salvezza con questi risultati (l'ultimo trionfo risale a dicembre 2025)
La prospettiva di finire in Championship è drammatica: il Tottenham è la sesta squadra più preziosa del campionato, ha uno stadio di proprietà modernissimo pagato quasi un miliardo, lo scorso anno ha vinto l'Europa League e nelle ultime due sessioni di mercato ha speso quasi quanto tutte le squadre della seconda divisione inglese. Ma in caso di retrocessione tutto potrebbe cambiare drasticamente.
Stipendi ridotti alla metà in caso di retrocessione
La prima ripercussione sarebbe sugli stipendi dei giocatori che verrebbero tagliati circa del 50%. Non è una regola che scatta automaticamente in caso di retrocessione ma in Premier League è una prassi da diversi anni. Secondo The Athletic la maggior parte della rosa ha una clausola che prevede riduzioni salariali: si tratta di contratti stipulati prima dell'addio dell'ex presidente Daniel Levy per tutelare gli Spurs in caso di mancata salvezza ma in generale diverse squadre adottano lo stesso sistema per non ritrovarsi in guai finanziari una volta scesi in Championship.
È un aspetto da non sottovalutare perché chi retrocede perde un'importante fetta dei diritti TV che in Premier sono ricchissimi. Nella scorsa stagione i club hanno ricevuto 35 milioni di euro dai diritti tv nazionali e quasi 70 milioni dai diritti di trasmissione internazionale, per un totale di oltre 100 milioni di euro per un singolo campionato a cui aggiungere ulteriori introiti calcolati in base al numero di volte in cui le partite sono state trasmesse nel Regno Unito. Senza contare poi i diritti UEFA, le sponsorizzazioni e i ricavi dei biglietti che fanno lievitare ancora di più gli incassi.
Sono cifre altissime che non valgono per la Championship dove in genere le squadre guadagnano solo 13 milioni di euro tra diritti tv e un pagamento di solidarietà dalla Premier (50% del valore) che non viene garantito alle nuove retrocesse. L'unica salvezza per il Tottenham sarebbe il paracadute che viene garantito per tre anni: il primo anno dopo la discesa vengono concessi la metà dei diritti televisivi, circa 50 milioni di euro, proprio per evitare uno shock finanziario. La BBC ha stimato che in caso di retrocessione il Tottenham perderebbe in totale quasi 300 milioni di euro, un calo drammatico che richiederà misure drastiche.
Le difficoltà della Championship
Alla drastica riduzione dei ricavi si unirebbe l'esodo dei giocatori più forti che cercherebbero una nuova sistemazione per restare in Premier League. Gli Spurs potrebbero perdere quasi la metà della rosa perché sarebbero in pochi quelli disposti a restare e lottare per la promozione e la necessità di ridurre i costi potrebbe portare a vendere i pezzi più pregiati. Questo vuol dire che il nuovo volto della squadra sarebbe composto da giocatori giovani e in prestito, non l'ideale per affrontare un campionato duro come la Championship. La Serie B inglese è lunga ed estenuante: al torneo partecipano 24 squadre per un totale di 46 giornate, più eventuali cinque partite per i playoff.

Ci sono squadre storiche del calcio inglese che un tempo erano abituate al massimo campionato, gruppi formati da giocatori esperti e abituati a quel tipo di calcio fisico completamente diverso dalla Premier. Solo due vengono promosse direttamente e spesso la concorrenza è agguerrita, per questo è impensabile presentarsi con una rosa priva dei suoi migliori elementi. Per il Tottenham la retrocessione è un rischio enorme perché essere risucchiati in Championship può avere un impatto negativo: è il caso del Leicester che dieci anni fa festeggiava la vittoria dello storico titolo e oggi è penultimo nel campionato cadetto con il serio rischio di finire in terza divisione e scomparire dai radar.