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Cosa rischiano De Laurentiis e il Napoli per le accuse di falso in bilancio nell’affare Osimhen

La Procura di Roma ha chiuso le indagini per il caso Osimhen: De Laurentiis indagato per falso in bilancio, cosa rischia il Napoli sul piano sportivo.
A cura di Ada Cotugno
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La Procura di Roma ha notificato la chiusura delle indagini per il trasferimento di Victor Osimhen al Napoli: Aurelio de Laurentiis è stato indagato con l'accusa di falso in bilancio e adesso rischia di finire a processo per l'acquisto dell'attaccante nigeriano. La Procura di Napoli aveva già avviato le operazioni nel 2022 con la perquisizione nella sede del club, iscrivendo nel registro degli indagati il presidente, la moglie Jacqueline  (che ricopre il ruolo di vice-presidente) e i figli Edoardo e Valentina.

In questa inchiesta la Procura della Repubblica capitolina ha ritenuto sussistenti le ipotesi di reato: i magistrati hanno cercato di fare luce sulla compravendita di Osimhen dal Lille, avvenuta nel 2020. L'attaccante nigeriano è arrivato al Napoli per 70 milioni di euro più 10 di bonus, ma gli azzurri ne sborsarono circa 50 grazie all'inserimento nella trattativa di quattro giocatori (Orestis Karnezis e i tre giovani della Primavera Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri) valutati complessivamente 20 milioni di euro.

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Questo l'ambito della giustizia ordinaria in cui ci si sta muovendo, mentre dal punto di vista sportivo la vicenda era già stata archiviata: nel 2022 De Laurentiis era stato assolto. Dalla prossima settimana i legali del presidente potranno prendere visione degli atti per cominciare a spiegare la difesa davanti al pm, come confermato dall'avvocato Fulgeri all'ANSA. Ma cosa rischia adesso De Laurentiis e cosa rischia il Napoli dopo la chiusura della nuova indagine? Dal punto di vista giudiziario il patron azzurro potrebbe essere chiamato a processo per il reato di falso in bilancio: secondo l’art. 2621 c.c per le società non quotate in borsa il fatto può essere punito con la reclusione da 1 a 5 anni. Il suo legale però chiarisce un punto: "Il falso in bilancio nella propria ipotesi originaria di reato nasce per l'idea di frodare il fisco, ma in questo caso ciò non è avvenuto, è un'ipotesi già esclusa dai magistrati a Napoli. Rimane però in piedi l'indagine".

Nel caso emergessero nuovi documenti che dovessero essere ritenuti "rilevanti" per le indagini e portare quindi alla riapertura del caso, in ambito sportivo i partenopei rischierebbero una penalizzazione di qualche punto in classifica anche a campionato in corso, una situazione analoga a quella capitata alla Juventus un anno fa. Ai bianconeri furono detratti 10 punti in classifica, ma il Napoli potrebbe incorrere in una sanzione meno pesante: nel caso della Vecchia Signora ad aggravare la situazione c'è il fatto che si tratti di una società quotata in borsa e che in quell'occasione era stato contestato un ricorso sistematico al sistema delle plusvalenze.

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Per il Napoli invece la questione sarebbe leggermente diversa, perché sotto la lente di ingrandimento della Procura è finita solo un'operazione, quella che ha coinvolto l'acquisto di Osimhen, senza ricorrere a operazioni a specchio. Tutto ciò però potrebbe accadere soltanto nel caso in cui la Procura di Roma trasmetta atti con fatti nuovi: il procuratore federale della Figc, Giuseppe Chinè, secondo LaPresse li ha già richiesti, e dunque se emergeranno elementi nuovi rispetto a quelli già giudicati il caso potrà essere riaperto anche sul piano sportivo.

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