Clamoroso fallo in area su Javi Rueda in Lione-Celta, ma il bosniaco Peljto e il VAR non vedono nulla

Nel match di Europa League valido come ritorno degli ottavi di finale, tra Lione e Celta Vigo, nel primo tempo è stato commesso un macroscopico errore sia da parte del direttore di gara sia dal VAR: lo spagnolo Javi Rueda ha subito un pestone evidente da parte di Tafliafico che in modo scomposto e pericoloso è piombato sull'avversario all'altezza della caviglia. Un evidente episodio da calcio di rigore che è passato totalmente inosservato, facendo gridare allo scandalo: anche le moviole successive e i fermo immagine faticano a spiegare come sia stato possibile commettere uno svarione così evidente.
Cos'è accaduto ad inizio di Lione-Celta: il fallo di Tagliafico
Non solo l'Italia e in Italia: gli arbitri fanno discutere in tutto il globo calcistico e sotto la lente di ingrandimento e una valanga di polemiche questa volta c'è finito il signor Peljto, arbitro internazionale bosniaco designato per il match di ritorno degli ottavi di finale di Europa League tra Olympique Lione e Celta Vigo. Lui, e la squadra VAR a seguito sono stati artefici di uno dei più incredibili errori di valutazione quando, sul risultato di 0-0, solo dopo due minuti di gioco non ha concesso un lampante rigore agli spagnoli.
Forse complice il fatto che il match era iniziato solamente da 120 secondi, fatto sta che Peljto non ha visto – o non ha voluto punire – un intervento violento e pericoloso di Tagliafico nella propria area di rigore quando Rueda è riuscito a incunearsi nella prima limpida azione offensiva del Celta: il giocatore del Lione è intervenuto in modo scomposto finendo con i tacchetti del suo piede sinistro sulla caviglia sinistra dell'avversario, non curandosi del pallone ma semplicemente cercando di fermarlo. Rueda è poi rimasto dolorante a terra e le immagini hanno confermato il brutto fallo commesso. Ma sia il direttore di gara sia, soprattutto, il VAR sono rimasti in silenzio senza punire Tagliafico. E offrendo il fianco ad un'ondata infinita di accuse.