Carnevali alla Juve al posto di Comolli è la parabola perfetta del vero erede di Marotta

E dunque potrebbe essere Giovanni Carnevali l'uomo della svolta, della rinascita. Colui il quale potrebbe prendere il posto di Damien Comolli ormai a un passo dall'addio come amministratore delegato della Juventus. Il terremoto che si è scatenato in casa bianconera in queste ore e che potrebbe portare all'addio anche di Francois Modesto, scelto proprio dal Comolli, apre una nuova era nella gloriosa storia della Vecchia Signora. L'idea di aver pensato subito a Giovanni Carnevali è sicuramente strategica da parte della Juventus.
In tal senso appare centrale il ruolo assunto in società da Chiellini che dopo l'incarico da allenatore assegnato a Spalletti rinnovandogli anche la fiducia, nonostante il mancato traguardo Champions, punta ancora su esponenti di spicco del calcio italiano proprio per riportare alla Juventus gente di calcio che soprattutto conosca benissimo le dinamiche del nostro campionato.
Ebbene Carnevali incarna al meglio l'identikit dell'uomo perfetto capace di guardare oltre con lungimiranza al futuro. Attuale amministratore delegato del Sassuolo dal 2014, Carnevali proprio con il club emiliano ha scritto pagine importanti della sua carriera calcistica specie legate al mercato. Scelte strategiche in tal senso sono state fatte con i giovani. Dalle intuizioni di far esplodere in Serie A talenti italiani come Pellegrini, Frattesi, Locatelli, solo per citarne alcuni, alla scoperta dei vari Berardi, Laurientié e tanti altri. Insomma uno che di calcio e di dinamiche legate all'Italia ne è più che esperto. Ciò che serviva alla Juventus per rinascere dalle ceneri di questi lunghi 6 anni lontani dall'ultimo Scudetto. Alle sue spalle un autentico maestro: Beppe Marotta.

Il legame tra Carnervali e Marotta negli anni: dal Monza al Pavia
Carnevali dunque l'uomo giusto. Un dirigente che a 65 anni è riuscito a farsi apprezzare in Italia e nel mondo anche per le sue incredibili intuizioni di mercato. Nel mezzo, una storia calcistica legata anche a Beppe Marotta. Dal 1990 al 1993 Carnevali è stato dirigente in Serie B col Como e col Ravenna. Ma la sua carriera è chiaramente collegata al Sassuolo. Con Marotta invece ha lavorato nel Monza e poi col Pavia.
I due godono di una profonda amicizia, non solo in campo, ma anche fuori. Carnevali è stato anche testimone di nozze dell'attuale presidente dell'Inter e la loro conoscenza risale a un vecchio legame consolidato poi negli anni ma iniziato quando Marotta era al Monza con Braida e Carnevali alla Milanese Calcio. Una squadra dotata di un grosso settore giovanile da cui Marotta prese un giovane suggerito proprio da Carnevali.

Da lì l'inizio di una lunga amicizia che però sul lavoro percorre sempre due binari totalmente diversi. Ognuno bada ai propri interessi. Negli anni il Sassuolo, anche grazie alle intuizioni di Carnevali, è riuscito a registrare cessioni milionari come quella di Locatelli alla Juventus per 36 milioni di euro così come quella di Sensi e Frattesi all'Inter, Raspadori al Napolo o Scamacca al West Ham senza dimenticare Boga – oggi proprio alla Juve – ma lanciato dal Sassuolo e ceduto poi all'Atalanta 22 milioni dopo averlo preso per soli 3 milioni.
Insomma, l'identikit perfetto dell'erede di Beppe Marotta, colui il quale con Andrea Agnelli riuscì a riportare la Juventus sul tetto d'Italia, e ai vertici dell'Europa e del mondo in termini di appeal e riconoscibilità. Entrambi sono maestri nell'acquisto di calciatori "sconosciuti" poi valorizzati e venduti a peso d'oro ma con una forte impronta italiana. Ed è proprio da qui che la Juventus vuole ripartire, da dove aveva lasciato.