Capello su Kvaratskhelia al PSG: “Nel Napoli si accontentava, ora corre più degli altri”

Il gol di Kvicha Kvaratskhelia nella serata di Champions è una carezza in un pugno. Riconcilia con il calcio, vibra il colpo di grazia al Liverpool che nell'andata dei quarti di finale cede di schianto al georgiano e al PSG. Le giocate dell'ex calciatore del Napoli affondano come lama nel burro, fa quel che vuole. Accelera, cambia direzione, la palla resta incollata al piede poi la mette dentro con un tocco felpato. Ma non è solo questo, talento puro. Kvara è molto di più, perché quella di Parigi è la versione evoluta del giocatore visto e ammirato in maglia azzurra. E Fabio Capello a Sky parte proprio dalla prestazione maiuscola del georgiano per sottolineare come la Serie A sia diventata ormai poco stimolante per un star del football: arriva, si mette in mostra poi passa e va altrove. Perché qui da noi chi è bravo è solo di passaggio e non possiamo permetterci altro di più. "Nel Napoli si accontentava, perché era bravo e sapeva dribblare".
Kvaratskhelia sta disputando una Champions League straordinaria. Ed è qualcosa che va oltre quanto fatto al Parco dei Principi nel primo atto del doppio confronto coi Reds. La semifinale è a un passo e con un calciatore così tutto è lecito: ha messo a segno 8 gol e 5 assist in sole 12 partite in questa edizione della competizione. Quando lo senti parlare, comprendi bene quanto sia cresciuto in mentalità, approccio all'incontro, personalità. Lo aveva dentro, serviva solo qualcuno che prendesse le sue qualità e le trasformasse in qualcosa di meraviglioso.
"Abbiamo avuto le occasioni per segnare di più – le parole di Kvara alla fine dell'incontro -. Avremmo dovuto segnare più gol, ma penso che vada bene così, abbiamo giocato una buona partita… adesso ci aspetta il ritorno ad Anfield. Non sarà facile ma siamo pronti".

È un altro Kvicha quello di Parigi. Si è distinto nella fase a gironi, ha segnato contro il Monaco nei playoff, ha annientato il Chelsea agli ottavi di finale e preso a ceffoni anche il Liverpool. Capello gli fa le pulci e trova la chiave di lettura giusta: "Quando giocava in Serie A non cambiava ritmo e tornava pochissimo per andare a pressare. Nel Paris Saint-Germain se vuoi giocare devi fare questo, lo deve fare perché Luis Enrique gli chiede questo".
Lo step, il gradino verso l'alto. Kvara li ha saltati a pie' pari e senza inciampare: "Ora corre anche più degli altri e si è trasformato nel giocatore che aveva questo potenziale, ma nel Napoli si accontentava perché era troppo facile".