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Boban si dimette, terremoto nell’UEFA: era contrario all’ultima idea sfacciata di Ceferin

Cosa è successo e perché l’ex calciatore croato ha deciso di voltare e spalle al numero uno federale? La separazione s’è consumata sulla questione delle modifiche al numero massimo di mandati a capo della Uefa. “Non sono un eroe, ma tutto questo è contro i miei principi”.
A cura di Maurizio De Santis
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Boban ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dalla Uefa in disaccordo con il presidente, Ceferin.
Boban ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dalla Uefa in disaccordo con il presidente, Ceferin.

Zvonimir Boban prende carta e penna e spiega in una lettera perché ha deciso di dimettersi dall'incarico di Head of Football della Uefa. Lo fa nell'imminenza del 48° Congresso Ordinario della Federazione, il suo gesto (e più ancora le ragioni che sono dietro la decisione) è dirompente e fragoroso.

Non c'è possibilità che torni indietro oppure cambi idea, la scelta è irrevocabile: profonde sono le motivazioni, altrettanto lo è la frattura in seno al governo del calcio europeo. L'incompatibilità con il presidente, Aleksander Ceferin, è tale da fare un passo indietro. Non per visibilità personale né per essere considerato un "fenomeno e un eroe" ma per coerenza rispetto ai principi che lo hanno ispirato finora.

Cosa è successo e perché l'ex calciatore croato ha deciso di voltare e spalle al numero uno federale? La separazione s'è consumata sulla questione delle modifiche all'attuale regolamento della Uefa sul numero massimo di mandati a capo della Uefa. Ceferin è all'ultimo da numero uno del calcio continentale ma la revisione delle norme statutarie, se approvate, gli consentirebbero di essere rieletto anche oltre la scadenza naturale (2027).

Ho parlato con il presidente della Uefa di una questione emersa durante l'ultima riunione del Comitato Esecutivo Uefa ad Amburgo – è l'incipit della lettera di Boban, nella quale spiega le motivazioni della propria decisione -. Il riferimento è alle modifiche agli Statuti Uefa che saranno votati al prossimo Congresso Uefa che si svolgerà a Parigi il mese prossimo. Le modifiche proposte, se approvate, consentiranno al presidente della Uefa di candidarsi per essere eletto nuovamente oltre il mandato attuale che, secondo l'attuale statuto Uefa, sarebbe l'ultimo.

La divergenza di opinioni e di visione è tale da non lasciare altra scelta a Boban. L'esito della discussione con Ceferin è stato come chiudere la porta alle spalle e prendere atto che è finita qua e le strade si separano.

Pur avendo espresso la mia preoccupazione più profonda e totale disapprovazione, il presidente della Uefa mi ha spiegato che al riguardo per lui non esiste alcun problema legale né etico oppure morale. E che sarebbe andato comunque avanti nel realizzare le sue intenzioni.

Incomprensibile. Così Boban descrive l'atteggiamento e le intenzioni dell'attuale numero uno della Uefa che, paradossalmente, finisce per comportarsi esattamente come quella "bad governance" che lui stesso aveva detto di cambiare.

Il dissenso profondo nasce per le modifiche al regolamento sul numero di mandati alla presidenza Uefa.
Il dissenso profondo nasce per le modifiche al regolamento sul numero di mandati alla presidenza Uefa.

Per ironia della sorte, è stato lo stesso presidente della Uefa a proporlo e ha lanciato una serie di riforme nel 2017 introdotte per prevenire tale possibilità. Queste regole erano state previste per proteggere la Uefa e il calcio europeo dal “cattivo governo” che purtroppo per anni è stato il “modus operandi” del “vecchio” sistema di governance del calcio. Quelle riforme sono state una cosa straordinaria per il calcio e per lo stesso Ceferin. Il suo allontanarsi da questi valori è incomprensibile.

Non sono un eroe, dice Boban a margine della lettera di dimissioni. Ma lascia intendere di non essere il solo a pensarla allo stesso modo e che il dissenso, sia pure malcelato e strisciante, nei confronti di Ceferin è molto più diffuso di quanto sembri.

So benissimo che non c'è una verità assolute nel modo di vedere le cose e che a volte possono essere necessari dei compromessi. Tuttavia, condividere certe cose andrebbe contro tutti i principi e i valori i cui credo e difendo con tutto me stesso. Non sono un eroe e non sono il solo a pensarlo nello stesso modo. Negli ultimi 3 anni, il mio rapporto e la mia collaborazione con il Presidente della Uefa e tutti i miei colleghi, è stato eccellente. Sono grato per tutto e auguro il meglio. È con dolore e con il cuore pesante che non ho altra scelta se non lasciare la Uefa.

Qual è lo scenario che si prefigura? Il più opinabile è che Ceferin riesca a consolidare il proprio potere al vertice della Uefa assicurandosi una longevità istituzionale da monarca assoluto. La mozione presentata dall'attuale presidente dovrebbe raccogliere la maggioranza dei consensi ma il passaggio non sarà indolore alla luce di una platea molto perplessa e che avrebbe individuato in Razvan Burleanu (40enne, è stato eletto membro del Consiglio Fifa nell'aprile 2021) il candidato alternativo da sostenere in previsione delle elezioni del 2027.

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