Artur: “Provocammo la Juve in panchina per salvare il Benfica: fu facile con Antonio Conte”

Artur Moraes, meglio conosciuto solo come Artur, si divide tra Italia e Portogallo per seguire suo figlio Luca che gioca nel Benfica e ha esordito nella Nazionale Under 15 con un gol alla Slovenia. L’ex portiere brasiliano con un lungo passato in Serie A non può non essere chiamato in causa dunque per parlare della sfida tra Juventus e Benfica, preziosa in chiave Champions. Un’occasione per raccontare un retroscena relativo al precedente tra le due squadre del 2014, quando militava tra le file delle Aquile.
Artur e il retroscena su Benfica-Juve del 2014
Il Benfica dell’epoca pareggiando 0-0 a Torino riuscì a qualificarsi alla finale di Europa League, togliendo alla Juve la possibilità di andare a giocare la finale nel proprio stadio. Una beffa enorme per la squadra all’epoca allenata da Antonio Conte che pagò il 2-1 dell’andata in Portogallo. Artur che a Lisbona aveva giocato titolare, al ritorno si ritrovò in panchina ed ebbe un peso importante sugli sviluppi di una sfida che si era complicata e non poco. Ad A Bola ha raccontato: "Enzo Perez era già stato espulso (al 67’)e poi c'era stato il rosso a Markovic (all'89’). A quel punto avevamo bisogno di fermare il gioco per respirare, ragionare e riorganizzarci. Sono stati cinque minuti preziosi che hanno dato risultati. Non abbiamo subito gol e siamo passati in finale".
Le provocazioni a Conte
Con malizia Artur e gli altri panchinari si diedero da fare per cercare di incendiare gli animi con un unico obiettivo: “Abbiamo creato confusione con la panchina della Juventus nella parte finale della gara. È stato fatto apposta perché stavamo già giocando con due uomini in meno”. Il portiere che conosceva bene l’Italia sapeva quali corde toccare: "Non era difficile poi che si creasse confusione quando dall'altra parte c'era Antonio Conte. Io parlavo italiano, poi c'erano Vucinic e il portiere Rubinho, due giocatori con cui avevo giocato: questo è bastato per dare seguito alla cosa".
Alla fine il risultato premiò il Benfica che in inferiorità numerica riuscì a qualificarsi alla finale. Una rivincita per Artur che non gradì nemmeno le parole della vigilia di Andrea Pirlo, troppo sicuro delle doti della Juventus e delle possibilità di conquistare l’ultimo atto del torneo: "Quelle parole ci diedero la carica".