Arteta difende l’Arsenal per aver licenziato 60 persone dopo aver firmato un contratto da 20 milioni all’anno
Il 7 ottobre l'Arsenal ha annunciato il rinnovo ufficiale del contratto a Mikel Arteta: fino al 2030 guadagnerà uno stipendio di 20 milioni di sterline (circa 24 milioni in euro) a stagione. Cinque giorni dopo, è arrivata un'altra comunicazione. Quest'ultima più dolorosa: il club ha messo in preventivo un taglio dei posti di lavoro di 60 unità. Una decisione che dal punto di vista manageriale si muove secondo una logica asettica e legittima da parte di chi tiene i conti e si occupa di scelte strategiche (risparmiare fino a 8 milioni di euro attraverso una riorganizzazione interna), ma non esente da forti critiche. È il contrasto che ha acceso polemiche in Inghilterra: i Gunners investono sull'allenatore offrendogli un contratto più ricco ma, al tempo stesso, licenziano parte dei dipendenti.
Arteta ha provato a difendere il piano del club in conferenza
Interpellato sulla vicenda, Arteta ha difeso il piano messo in atto dalla società e ha spiegato anche di non sentirsi responsabile di scelte del genere. "Questa non era una domanda da fare a me", ha ammesso in conferenza stampa chiarendo successivamente di essere al corrente della situazione. "Mi è stato illustrato un lavoro di analisi condotto all'interno del club e mi è stato detto che l'obiettivo è migliorarsi sempre".
La spending review dei londinesi tocca le attività fuori dal campo mentre tutto ciò che concerne gli staff delle prime squadre (maschile e femminile), il settore giovanile e i servizi di sicurezza non saranno toccati. La strada tracciata porta in un'unica direzione: destinare più risorse agli obiettivi sportivi. Ecco perché, ragionando da tecnico incaricato di tenere l'Arsenal sempre su un livello alto di competitività e renderlo vincente, Arteta ha espresso parere positivo. "Bisogna prendere alcune decisioni per mettere le persone nei ruoli giusti e continuare a investire, per raggiungere i nostri obiettivi e costruire il successo che vogliamo".
Ma il "continuare a investire" giustificato dall'allenatore non ha convinto i giornalisti. Messo alle strette, ha solo potuto giocare in difesa: "Questo è quello che mi è stato detto – ha aggiunto -. Non sono la persona giusta per dare risposte su questi argomenti". Il confronto s'è fermato lì, con l'intervento del responsabile della comunicazione.
Ricavi record ma i costi di gestione salgono a 201 milioni
Il piano di riassetto non è ancora ufficiale e il numero definitivo dei lavoratori in esubero potrebbe cambiare, anche con un aumento del numero delle figure da tagliare. I conti complessivi dell'Arsenal sembrano giustificare questa necessità di contenimento dei costi: nel bilancio relativo al 2024-2025 ha sì registrato ricavi record per circa 820 milioni di euro ma a fronte di una perdita di 1 milione e 650 mila euro. Gli stessi costi operativi sono aumentati nel giro di un anno, lievitando fino a 238 milioni (circa 60 in più rispetto al precedente esercizio).
Il contrasto, però, resta evidente: da un lato il premio di un rinnovo milionario concesso ad Arteta, dall'altro decine di persone che vedono il posto di lavoro a rischio proprio nel periodo più florido d'incassi.