Arbitro ridicolizzato per aver fatto rimbalzare il pallone con l’acqua alle caviglie, ma doveva cautelarsi
Il video pubblicato sul proprio profilo ufficiale dal Peña Deportiva ha totalizzato milioni di visualizzazioni, scatenando ironie e battute sull'arbitro che ha disposto il rinvio della partita contro l'UCAM Murcia per impraticabilità del campo. Quest'ultimo termine è un eufemismo, visto che il terreno di gioco era letteralmente una piscina, come si può vedere dal filmato che mostra l'acqua arrivare ben oltre le caviglie del direttore di gara quando ha fatto l'ispezione del campo per vedere se il pallone rimbalzasse o meno.
Ovviamente la sfera ha fatto ‘splash' e lì è rimasta galleggiando placidamente, essendo impossibilitata da ogni legge fisica a sollevarsi per rimbalzare. Una conclusione cui sarebbe arrivato anche un bambino di due anni, disponendo il rinvio del match senza bisogno della ‘prova sul campo'. Da qui la derisione sui social dell'arbitro, che tuttavia ha fatto le cose giuste, a termini di regolamento.
Peña Deportiva-UCAM Murcia era programma stamattina, nell'ambito della settima giornata del Gruppo III della Segunda Federacion, ovvero la quarta divisione spagnola. Le piogge intense hanno creato uno scenario più da pallanuoto che da calcio e l'arbitro a quel punto ha seguito i dettami della Regola 5 del gioco del calcio, in cui si afferma che ha piena autorità e discrezionalità. Tra i suoi poteri e doveri c'è esplicitamente la possibilità di interrompere, sospendere o abbandonare la partita per interferenze esterne o condizioni del campo.
Le ‘Laws' dell'IFAB non contengono un test meccanico obbligatorio, tipo "il pallone deve rimbalzare X volte", ma nelle linee guida pratiche e nella formazione arbitrale il criterio standard per un campo allagato è: presenza di acqua stagnante, il pallone non rimbalza o non rotola in modo normale, rischio per la sicurezza dei giocatori. Il test del rimbalzo è la pratica consolidata e documentata per verificare oggettivamente se il terreno è giocabile. In molti casi viene anche annotato nel referto.
Insomma, non c'è un obbligo letterale, messo nero su bianco, di "provare a far rimbalzare" il pallone, ma è esattamente quello che si fa quando si valuta se il campo è impraticabile. Fare il test anche in una situazione palesemente disastrosa serve a documentare la decisione in modo oggettivo e a proteggere l'arbitro, cautelandolo da qualsiasi cosa possa essere detta riguardo al rinvio della partita.