Il calcio a porte chiuse non piace a nessuno. Tanto meno alle televisioni che, con la ripresa dei vari campionati, dovranno mostrare uno spettacolo senza la parte più bella e d'impatto: i tifosi. Le norme anti Covid obbligano a tenere chiusi gli spalti, a lasciare gli impianti liberi da eventuali assembramenti contingentando le presenze per creare il minor pericolo possibile per nuovi contagi. Ma c'è qualcosa di nuovo che si respira nell'aria in questi giorni di ripartenza. In molte federazioni si stanno studiando delle soluzioni alternative e anche per la Serie A ci sono alcune proposte.

La prima, di Andrea Agnelli che ha chiesto di aprire in parte gli stadi al pubblico, è di difficile realizzazione in tempi brevi. Si potrebbe ipotizzare un inserimento graduale e controllato del tifo ma solamente da luglio in poi e quando l'emergenza sanitaria e i parametri medici lo potranno consentire. Al momento nessuno, a parte il ‘gruppo squadra', i giornalisti indicati, arbitri e dirigenti federali, potrà accedere agli impianti durante una partita. La seconda è quella di porre lungo gli spalti delle apposite scritte luminose sfruttando la tecnologia. Si potrebbero proiettare brand di sponsor e investitori, ma anche  i loghi delle squadre, striscioni e bandiere. Il tutto per rendere più appetibile da casa lo spettacolo attorno al terreno di gioco. Un'idea che non dispiace in Lega e che verrà discussa dopo la ratifica dei calendari con date e orari delle partite.

Ma anche in Spagna si sta studiando una soluzione alternativa al vuoto da stadio. La Liga, che partirà ufficialmente il prossimo 11 giugno, sta pensando di sfruttare la tecnologia virtuale dedotta dai videogiochi. In pratica, una riproduzione visiva del pubblico sugli spalti, in un effetto televisivo in cui sembrerebbe assistere ad una partita con il pubblico presente dal vivo. Ovviamente, un effetto scenico che non ‘salverebbe' dal silenzio i giocatori ma che sembra interessare alcuni broadcaster che detengono i diritti tv.

In altre parti d'Europa si è già andati oltre e con i dati di fatto: in Danimarca si è svolta la prima partita assoluta di calcio con il pubblico presente sugli spalti collegato da remoto a immensi maxi schermi. Uno stadio 2.0 dove sono stati assegnati posti e settori al pubblico di casa, a quello ospite e al tifo neutrale, in un effetto finale che sembra avere la possibilità di venire replicato in futuro. In Giappone, si sta studiando con Yamaha la soluzione ‘audio', con 60 altoparlanti disseminati sulle tribune e collegabili al tifo da casa con una app. Intanto quasi tutte le televisioni che detengono i diritti delle gare, in vista della ripartenza si sono munite di soluzioni ‘tampone' con audio virtuali da porre come sottofondo alle telecronache: se visivamente non cambia nulla, almeno l'orecchio avrebbe la sua parte.