Amorim vince il derby e non vende illusioni: “Lo Scudetto? Le persone non sono stupide”

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Il tecnico del Milan frena in diretta tv dopo le parole di Cardinale. Ha scelto di dire: non vendiamoci fumo. “Le cose non cambieranno in un mese, due mesi o un anno”.

Il Milan ha vinto il derby 3-1. Pulisic, Rabiot, Moreira all'incrocio. San Siro ribaltato, Chivu tramortito. E alla prima domanda utile, gli chiedono dello Scudetto. Perché Cardinale in settimana l'ha detto: obiettivo scudetto. Amorim ascolta. Sorride. Poi decide di dire quello che nessuno ha il coraggio di dire da due anni. "Lo scudetto è possibile? Non lo so quando". Non si lascia trascinare dall'esaltazione per un successo così importante. Non dice frasi fatte come "lotteremo fino alla fine" oppure "pensiamo partita dopo partita". Dice "non lo so quando". Che è una secchiata d'acqua gelida su facili entusiasmi

Ma non è finita. "Quello che diceva Cardinale è che l'obiettivo è sì lo scudetto, ma è importante vincere queste partite per far capire ai tifosi che le cose non cambieranno in un mese, due mesi o un anno". Non funziona così. Poi piazza la riflessione che è una linea spartiacque netta. "Non è che puoi prendere un allenatore, cambiare tutti i giocatori e avere una nuova rosa per ogni nuovo allenatore. Per fare questo serve tempo".

Detto con altre parole: occorrono fiducia, pazienza, costanza e accuratezza nelle scelte. A tutti i livelli. Poi chiude con due affermazioni altrettanto efficaci. "Poi avremo bisogno di notti e serate magiche, ovviamente anche di passare attraverso le difficoltà come quella di mercoledì e la gioia di questa sera. La situazione non cambierà dall'oggi al domani, non è possibile".

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Mercoledì c'era il Bologna, scoppola (4-2) presa a San Siro, squadra salutata coi mugugni. Sabato sera è Inter, 3-1, squadra in trionfo. Per Amorim sono la stessa cosa: due tappe di un identico percorso di crescita che con lui è appena agli inizi. Ultima riflessione. "Dobbiamo essere comunque molto onesti con i tifosi, e so che le persone non sono stupide, le persone capiscono e sanno in che momento di crescita è questa squadra e questo club".

Ha vinto 3-1, poteva cavalcare l'entusiasmo. Ha scelto di frenare. Ha scelto di dire a Cardinale: non vendiamoci fumo. E lo ha fatto con grande onestà intellettuale.

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