Amedeo Goria: “Adani ha capito come funziona oggi la Rai. Se non urli non esisti, lui esagera e guadagna”

Daniele Adani sarà al fianco di Alberto Rimedio anche in occasione della finalissima dei Mondiali tra Spagna e Argentina. Le critiche rivolte all'ex calciatore hanno accompagnato i commenti alla telecronaca della semifinale con l'Inghilterra, scandita dall'esuberanza della ‘seconda voce' che ha letteralmente preso il sopravvento su quella del giornalista e ribaltato i ruoli in diretta. Per capire quanto sia cambiato il modo di raccontare il calcio in televisione, Fanpage.it ne ha parlato con Amedeo Goria: lo storico volto della Rai riflette sull'evoluzione del servizio pubblico, sul personaggio costruito da Adani e sul confine, sempre più sottile, tra cronaca sportiva e spettacolo: "Io gli direi di darsi una calmata, ma ormai fa parte del personaggio. Oggi, per fortuna o purtroppo, se non urli non ti nota nessuno".
Se lei fosse un dirigente Rai e ricevesse centinaia di segnalazioni di telespettatori che denunciano una telecronaca così sbilanciata, sguaiata ed eccessiva come quella di Daniele Adani durante Inghilterra-Argentina, aprirebbe una riflessione?
"È un bel discorso. Devo dire che all'inizio anch'io ero piuttosto perplesso da Adani, lo trovavo a volte esagerato. Poi però ho fatto una riflessione diversa: il mondo è cambiato, il calcio è cambiato. È diventato uno show business, un grande spettacolo dove tutti cercano di guadagnare e tutto viene dilatato. Perfino gli intervalli si allungano per fare spettacolo. Anche il concetto di servizio pubblico ormai è cambiato".
Ma resta il fatto che si tratta della Rai, una televisione pagata con il canone.
"Sì, ma oggi ci sciacquiamo la bocca con questi concetti. Se uno non vuole vedere quella telecronaca, toglie l'audio oppure cambia piattaforma. Il canone poi è obbligatorio perché arriva in bolletta. È un altro mondo".
Molti sostengono che Adani abbia perso qualsiasi equilibrio nel raccontare le partite.
"Adani con la sua passione si è adattato ai tempi. È diventato un personaggio. Ha capito che oggi funziona anche essere divisivi. Chiaramente esagera. Usa termini fortissimi, arriva a divinizzare Messi come se fosse Gesù Cristo, toccando perfino sensibilità religiose che potrebbero anche arrabbiarsi. Però fa parte del gioco dello spettacolo".

Quindi tutte queste critiche non dovrebbero preoccupare la Rai?
"Se arrivano tante critiche va benissimo. Oggi fanno parte del gioco della comunicazione. Se nessuno ti critica, quasi non esisti. Adani crea attenzione, crea rumore mediatico. È un personaggio".
Lei però quella telecronaca l'ha trovata eccessiva?
"Sì. Anche a me dà fastidio. Se fossi inglese mi arrabbierei per una telecronaca del genere. Però bisogna guardarsi intorno. Viviamo in un mondo della comunicazione completamente cambiato".
Addirittura tira in ballo Donald Trump.
"Sì, perché Trump è il simbolo di questo modo di comunicare: dice una cosa un giorno e il giorno dopo ne dice un'altra. Adani è figlio di questa comunicazione. Oggi tutto punta all'esaltazione dello spettacolo, dello show, dei guadagni e della capacità di essere divisivo".
Lei ha lavorato 34 anni in Rai. C'è stata una perdita di equilibrio?
"Io sono stato in Rai dal 1987 al 2021. Il nostro equilibrio, magari anche molto democristiano, era proverbiale. Potevi avere una simpatia per una squadra, ma non potevi fare il tifoso. Oggi invece viviamo in un clima completamente diverso".
Quindi la Rai dovrebbe intervenire oppure no?
"Io gli direi di darsi una calmata. Questo sì. Però non puoi nemmeno bruciarlo. Adani è fatto così. Vive il calcio con una passionalità enorme e la tira fuori tutta".

La Rai quindi sembra scegliere due modelli diversi: da una parte telecronache sobrie come Bizzotto-Stramaccioni, dall'altra l'esaltazione mediatica rappresentata da Adani.
"Esatto. Le altre coppie sono molto più equilibrate. La mosca bianca è Adani. Ma ormai tutti sanno chi è. Si è costruito un personaggio, un lavoro e anche un guadagno".
Il rapporto con Alberto Rimedio funziona proprio per questo?
"Sì. Rimedio lo lascia andare e ogni tanto gli dice ‘adesso basta, respira'. Fa parte dello spettacolo. Sono diventati quasi una coppia di scena".
In definitiva, la polemica sulla telecronaca di Inghilterra-Argentina cambierà qualcosa?
"Le critiche gli arriveranno, qualcuno gli dirà di calmarsi, ma ormai fa parte del personaggio. Oggi, purtroppo o per fortuna, se non urli non ti nota nessuno".