Alta tensione in Manchester-Roma, i tifosi giallorossi in silenzio per 15 minuti: tafferugli e arresti
Manchester United-Roma non si è giocata unicamente in campo ma anche fuori da Old Trafford e sulle tribune dello storico impianto inglese. Prima, durante e dopo il match di Champions ribaltato dai red devils 3-2 nel finale, ha vissuto diversi momenti di tensione che hanno portato a scontri con la polizia, arresti e uno sciopero polemico da parte della tifoseria giallorossa per i primi 15 minuti, malgrado lo straordinario momentaneo doppio vantaggio. Tutto è nato per protesta a quanto era accaduto poco prima, nelle vie di Manchester vicino allo stadio e ha portato ad ulteriore caos in tribuna al momento dello sfollamento dall'impianto.
Prima Soulé poi il rigore siglato da Malen per il sogno della Roma di "vendicarsi" dello United a Manchester, nel ricordo di quel 7-1 di vent'anni prima tornato prepotentemente alla memoria nel pre gara e che aleggiava nella serata di Old Trafford, conclusasi poi amaramente per i colori giallorossi. Un uno-due che avrebbe fatto esplodere il cuore di ogni appassionato presente allo stadio, eppure la maggior parte dei presenti a seguito della Roma sono rimasti in silenzio: per 15 lunghissimi minuti, nessun coro organizzato, nessuno slogan lanciato al cielo, in una protesta che per molti è risultata inspiegabile.
Il motivo, invece, si celava dietro a quanto era accaduto qualche ora prima dell'inizio del match. I gruppi organizzati della Curva Sud arrivati a Manchester hanno deciso di rimanere in totale silenzio per il primo quarto d'ora, come reazione immediata e solidale nei confronti dei compagni di tifoseria bloccati, fermati e caricati dalla polizia inglese all'esterno di Old Trafford. Durante l'avvicinamento dei circa 3.000 tifosi giallorossi, un gruppo è entrato in contatto con le forze dell'ordine che hanno risposto con alcune cariche, portando all'arresto di un tifoso romanista e altri 6 fermati.
Un carico di tensione latente che poi è ricomparso al triplice fischio finale durante la gestione del deflusso in cui si è scatenato un nuovo caos nell'area riservata ai tifosi ospiti, posizionata nella giunzione tra la Sir Bobby Charlton Stand e la East Stand. I sostenitori della Roma hanno denunciato sui social e tramite i portali sportivi di essere stati trattati come "bestie" dal servizio d'ordine e di sicurezza dello stadio, restando trattenuti a lungo all'interno del settore. Durante questi momenti di forte tensione con la polizia, in cui non sono mancati i tafferugli, si è registrato anche un lieve malore di un tifoso giallorosso, subito soccorso dai presenti.
Il clima attorno al match di Champions si è reso ancor più particolare anche per un'altra protesta, ma che ha riguardato il pubblico di casa: la curva dei Red Devils ha dato vita a una contestazione contro la famiglia Glazer, proprietaria del club. Al 21° minuto di gioco, scelto simbolicamente per i 21 anni di gestione dei Glazer, e con la squadra sotto di due gol, i tifosi inglesi hanno lanciato centinaia di palloncini colorati e palline da tennis sul terreno di gioco.

L'arbitro Manzano è stato costretto a sospendere temporaneamente il match per permettere ai giocatori, tra cui il "man of the match", Matheys Cunha, di sgomberare il campo.