Allo stadio in Qatar come nella casa del Grande Fratello: tifosi spiati da 15 mila telecamere
Dimenticare le immagini delle tifose che in bikini, in top scollati oppure in abiti succinti sventolano le bandiere della loro nazionale. Qualsiasi indumento che tenga scoperte spalle, ombelico, sia attillato oppure caratterizzato da uno scollo a V troppo generoso è vietato. Che la temperatura prevista sia molto torrida (fino a sfiorare i 50 gradi) non è un'attenuante, non ci saranno deroghe di alcun tipo.
Nei luoghi pubblici – che non siano le spiagge e le piscine degli alberghi – vige il massimo rigore su come presentarsi e quali vestiti scegliere. Così come per gli uomini non sarà possibile stare a dorso nudo sugli spalti oppure indossare pantaloncini troppo corti. Il rischio? È (anche) di finire dietro le sbarre a seconda della gravità della trasgressione commessa perché la legge del Qatar è molto rigida.
C'è un codice di comportamento che non ammette eccezioni, nemmeno in occasione della Coppa del Mondo che domenica prossima scatta ufficialmente con la prima partita tra la selezione del Paese arano ospitante e l'Ecuador.
I trasgressori, soprattutto quelli all'interno degli stadi, difficilmente potranno farla franca: c'è un sistema a circuito chiuso di telecamere per la video-sorveglianza che è come ritrovarsi nella casa del Grande Fratello. Ogni movimento, perfino il respiro può essere captato dalla rete di 15 mila obiettivi che è spalancata sull'impianto e serve a intercettare ogni spettatore, fornendo una sua immagine dettagliata.
"Abbiamo adottato mezzi ad alta risoluzione per ingrandire un particolare sedile e distinguere chiaramente lo spettatore", ha ammesso il chief technology officer Niyas Abulrahiman. È lui il gestore del ‘grande occhio' che tutto vede e tutto sa, a cui nulla sfugge. A cominciare dalla più innocente e semplice manifestazione pubblica d'affetto (lo scambio di un bacio) fino ad altre effusioni o comportamenti da censurare secondo la morale corrente in quei territori.
Cosa vuol dire? Che avere un comportamento inappropriato all'interno degli impianti (come in altri luoghi pubblici) può avere conseguenze molto spiacevoli per gli autori dei gesti: imprecare o avere atteggiamenti maleducati sono considerati atti osceni e i trasgressori possono essere incarcerati o deportati. Ecco provate a immaginare una legislazione del genere applicata negli stadi italiani dove, in moto particolare negli ultimi tempi, sono accadute cose anche peggiori: in quanti resterebbero sugli spalti?