Dopo la richiesta presentata nello scorso dicembre, nelle ultime ore è arrivata anche la delibera del consiglio comunale. Bologna avrà un nuovo cittadino onorario: Sinisa Mihajlovic. A margine della votazione (26 voti favorevoli e tre contrari), svolta a Palazzo d'Accursio prima delle ferie estive, il comune ha dunque scelto il tecnico rossoblù per l'ambito riconoscimento: assegnato all'allenatore, non solo per i meriti sportivi, ma anche e soprattutto per il coraggio e la proverbiale grinta con cui ha affrontato nel capoluogo felsineo la sua malattia. Dopo la decisione definitiva del comune, occorrerà attendere però qualche settimana per la cerimonia ufficiale di consegna che dovrebbe svolgersi nel prossimo autunno.

Le parole di chi ha votato per lui

"Questo uomo ci ha fatto riflettere, perché durante la malattia non solo ha saputo mostrare l'immagine di chi non abbandona mai la speranza, ma ha sottolineato come non ci si deve vergognare di avere paura, senza però perdere la voglia di vivere – ha commentato in una nota, il consigliere comunale Gian Marco De Biase di ‘Al Centro Bologna' – Ma la cosa che ha colpito di più sono state le sue dichiarazioni, in cui affermava di sentirsi un fratello e figlio di Bologna. E noi ci abbiamo creduto, perché Bologna è così: una signora città che ti accoglie a prescindere da orientamenti, personalismi e colori politici".

La nuova vita di Mihajlovic

Nel gennaio scorso, in un'intervista concessa alla ‘Gazzetta dello Sport', Mihajlovic ha raccontato a tutti come la sua esperienza drammatica gli ha cambiato la vita: "Anche una malattia così bastarda, quando la superi, ti può lasciare qualcosa di positivo e di benefico perché ti può cambiare il modo di pensare, di vivere, di comportarti – ha spiegato il tecnico – Io ho riassaporato la meraviglia delle piccole cose. Fermare il tempo? Non c'è bisogno. Faccio di meglio, me lo godo. Attimo dopo attimo. Oggi apprezzo fino in fondo ogni singolo momento, ogni piccola cosa, di cui prima magari neanche mi accorgevo. E mi gusto alcuni piaceri della vita, piccoli e semplici, che però adesso mi sembrano impagabili".