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A tre giorni dai Mondiali, Platini porta in tribunale Infantino: “Sono vecchio per tornare, ma lotterò”

Michel Platini ha deciso di denunciare il suo ex delfino ai tempi dell’UEFA e attuale presidente FIFA Gianni Infantino proprio a ridosso del calcio d’inizio dei Mondiali 2026. Una mossa che ha già avuto un riscontro mediatico enorme e che risale alle elezioni 2015 dopo le dimissioni di Blatter.
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I Mondiali sono alle porte, mancano solamente tre giorni al fischio di inizio del torneo iridato ma la FIFA e il suo presidente, Gianni Infantino, tornano sotto i riflettori non per il calcio giocato nel torneo che rispecchia la sua massima espressione internazionale, bensì per problemi di giustizia: Michel Platini ha deciso infatti di esporre denuncia penale nei confronti del suo ex segretario generale ai tempi dell'UEFA, accusandolo per diffamazione e aver ordito traffici scorretti per influenzare le elezioni post Blatter alla presidenza FIFA.

Le accuse di Platini a Infantino: "Lotterò sempre contro chi mi ha fatto del male"

Se Michel Platini ha deciso di portare in tribunale il numero uno del calcio mondiale a ridosso del torneo iridato che partirà l'11 giugno, non è certo una tempistica a caso perché il clamore che sta suscitando la sua denuncia penale nei confronti di Gianni Infantino va oltre il semplice coinvolgimento di due figure di spicco e molto conosciute nel calcio: nella giornata di lunedì 8 giugno la leggenda del calcio francese ed ex presidente UEFA, ha incaricato i suoi avvocati di depositare a Parigi una denuncia nei confronti dell'attuale presidente della FIFA Gianni Infantino e di altri cinque funzionari svizzeri legati al mondo del calcio e alla procura elvetica: "A 70 anni sono vecchio per tornare nel mondo del calcio, ma lotterò sempre contro chi mi ha fatto del male" ha sottolineato Platini a France Press.

Michel Platini presidente UEFA e il suo vice Gianni Infantino: collaborarono insieme fino al 2015
Michel Platini presidente UEFA e il suo vice Gianni Infantino: collaborarono insieme fino al 2015

Si tratta dell’ultimo capitolo di una lunga e velenosa guerra interna al calcio mondiale che vede contrapposti due grandi ex alleati ai tempi della presidenza UEFA: Platini e il suo ex delfino Infantino. La genesi delle accuse di Platini a Infantino risale a quanto accadde nel 2015 a seguito della caduta dalla presidenza FIFA di Sepp Blatter, coinvolto in un enorme scandalo di corruzione su scala internazionale che portò il massimo dirigente svizzero alle immediate dimissioni dalla presidenza FIFA, per cui si aprirono immediate nuove elezioni. All’epoca Platini era il presidente UEFA e il grande, e unico, favorito mentre Infantino era il suo segretario generale della UEFA. Ma proprio quest'ultimo, incredibilmente, riuscì a conquistare la carica nel 2016 sovvertendo qualsiasi pronostico e decretando l'esclusione dai vertici del calcio mondiale anche di "Le Roi".

Platini porta Infantino in tribunale: la denuncia alla vigilia dei Mondiali

Le accuse di Platini, che da allora non ha mai smesso le azioni legali contro il suo ex braccio destro Infantino riguardano soprattutto un pagamento di  2,5 milioni di euro che venne effettuato dalla FIFA a suo favore, che venne contestato dalle autorità svizzere e portò all’apertura di un’indagine parallela a quella di Blatter e che macchiò la candidatura dello stesso Platini alla presidenza FIFA: venne processato e assolto due volte in Svizzera ma nonostante le vittorie legali, quell’inchiesta lo estromise da ogni carica istituzionale. Da quel giorno Platini ha mosso guerra a Infantino e ad altri dirigenti, sia sul fronte penale sia su quello civile chiedendo risarcimenti danni direttamente alla FIFA: "Un risarcimento per tutte le manovre utilizzate a mio discapito", ha precisato ancora Platini.  Fino alla nuova attuale denuncia che, proprio alla vigilia dei Mondiali, sta avendo un riverbero enorme, destabilizzando ulteriormente la figura di Gianni Infantino.

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