Malcolm Delaney (Olimpia Milano Twitter)
in foto: Malcolm Delaney (Olimpia Milano Twitter)

L'incubo di gara 5 è realta. L'Olimpia Milano deve rimandare nuovamente l'appuntamento con le Final Four, dove manca dal 1992, dopo una dolorosissima sconfitta maturata negli ultimi minuti di una gara quasi interamente condotta. Gli uomini di Messina  sembrano per almeno tre quarti di partita padroni della disputa e ben consapevoli degli errori di gara 3 e dei rischi di portare la "sporca dozzina" di Trinchieri alla bella, salvo poi crollare proprio negli ultimi possessi.

Primo quarto dominato dai falli

Nel primo quarto le due squadre sembrano avere come unico obiettivo quello di non mettersi in ritmo in attacco. Ai primi due possessi difensivi di grande intensità Milano risponde con iniziative personali di Delaney, fenomeno nel trovare punti facili in situazioni di gioco rotto, per una tripla seguita da un viaggio perfetto in lunetta. Il lavoro nella propria metà campo degli uomini Olimpia si sofferma sugli eroi di gara 3, Vladimir Lucic e Paul Zipser su tutti. Per tenere alto il ritmo e per chiedere sforzi maggiori in difesa Messina a fine primo quarto ha già ruotato tutti i 12 uomini a disposizione, ma i falli sono tanti (8) e il grosso dei punti del Bayern arriva dalla lunetta (12/13) dove i tedeschi riescono a tenersi in partita nonostante un 4/14 da due che la dice lunga sul piano partita dell'Olimpia, che concede il primo canestro dal campo dopo 3 minuti e mezzo e solo grazie a una prodezza di Baldwin, ma tiene ancora a zero punti Lucic.

Secondo quarto da favola

Il secondo quarto è uno dei migliori giocati in stagione da Milano, senza dubbio. Messina dalla panchina trova ottime risposte prima da Sergio Rodriguez (tripla dal palleggio dopo una brutta azione offensiva) e poi da Gigi Datome, che dopo la tripla segnata nel primo quarto riceve palla e segna ancora da tre dopo un'azione difensiva fatta di mille tocchi sotto il ferro meneghino e chiusa con l'assist di Shields in transizione per il capitano che entra come meglio non poteva nel match. Per come il canestro viene costruito sugli sforzi sotto il ferro nella metà campo difensiva, il canestro di Datome sembra un piccolo momento di svolta della gara. E infatti Milano da quel momento inizia a prendere il largo.

Zipser, Lucic e Sisko sono ad appena 2 punti complessivi dopo 13 minuti e questo sembra un ottimo segnale. Arriva il gioco da 4 punti di Delaney a dimostrazione di come l'Olimpia sia nel suo miglior momento e la guardia del Maryland nella fase di partita di totale dominio tecnico e mentale. Che si sublima con la poderosa schiacciata di Gigi Datome in contropiede che vale il 40-34. Quando in partita, con la classica soluzione dal mezzo angolo, entra anche Zach LeDay Andrea Trinchieri capisce di dover chiamare l'ennesimo time-out per fermare l'inerzia meneghina. A differenza del primo fallosissimo quarto, nel secondo Milano va in bonus solo dopo 8 minuti e si spinge fino al +11 con la schiacciata di Jeremy Evans che nel giro di 3 azioni segna, cattura un grande rimbalzo difensivo e prende il controllo delle operazioni nel pitturato che tanto è stato terra di conquista del Bayern in gara 3. Il primo canestro di Lucic arriva con 50 secondi da giocare nel secondo quarto e Milano chiude il primo tempo a quota 50 punti e con il vantaggio in doppia cifra, dopo 31 punti in 10 minuti.

Kyle Hines (Euroleague Twitter)
in foto: Kyle Hines (Euroleague Twitter)

Terzo quarto di sofferenza, ma Milano sembra resistere

Su una brutta persa del Bayern LeDay si immola in contropiede schiacciando il nuovo +11 che tiene il Bayern a distanza di sicurezza. Lucic entra in partita con un bel jumper dalla media e subito dopo con una grande azione difensiva, che riporta negli occhi di Milano gli spettri di gara 3 che si fanno sempre più concreti quando è Zipser col 2+1 a mettersi ufficialmente in partita. Peccato per i tedeschi che Malcolm Delaney non voglia saperne di raffreddarsi e continui, stavolta in penetrazione, a punire la difesa di Trinchieri. Gli si affianca Kevin Punter con la tripla che fa alzare tutti i compagni in panchina, consapevoli dell'importanza di poter avere un'ulteriore bocca da fuoco in attacco che, poche azioni dopo, chiude il contropiede su assist del Chacho. Il Bayern però ha ritrovato le sue certezze e la tripla di Zipser del -6 con due minuti ancora da giocare, che diventa meno 5 dopo un libero, fa tremare Milano. Che con una correzione volante di Shields seguita dalla tripla sulla sirena di tabella tiene botta e chiude con inerzia dalla sua e entusiasmo il quarto che finisce col un rassicurante +7.

Lucic e Zipser la ribaltano, Milano crolla

Kevin Punter (che porta i suoi sul +10) da un lato, Paul Zipser e Vladimir Lucic dall'altro fanno botta e risposta in apertura di quarto a suon di prodezze, e ad ogni minimo tentativo di risalita del Bayern, Milano trova risposte adeguate. La gara ormai però è in totale equilibrio e il Bayern sembra convinto di riuscire a portarla a casa. Sul vantaggio ridotto ad appena un punto Delaney si inventa un jumper dalla linea di fondo ma l'inerzia è tedesca e arriva addirittura prima il canestro del vantaggio 80-79, poi una sanguinosa palla persa milanese con Rodriguez, che alza e di molto la tensione e sembra paurosamente avvicinare lo spauracchio di gara 5. Delaney ha idee diverse e si inventa un gioco spettacolare da 3 punti che porta Milano su un +2 che dura pochissimi secondi. Giusto il tempo di inchiodare l'alley oop in contropiede, subendo fallo, di Lucic, nella giocata ad alta quota che fa il paio con la schiacciata di Zipser di pochi minuti prima e dà il vantaggio ai bavaresi dopo il libero a segno (83-82). Mancano pochi secondi, Shields fa sfondamento in attacco (per un tallone di Gist messo nella giusta posizione), Lucic non sbaglia in lunetta dopo il fallo sistematico e Milano non trova il canestro del pareggio finale dopo gli errori di Datome prima e Delaney poi.

La tragedia si è definitivamente consumata: l'Olimpia dovrà attendere gara 5 per conquistare le Final 4 dopo 30 minuti da grande e un inspiegabile blackout negli ultimi 8 minuti di partita. É la vittoria di Andrea Trinchieri, che sotto 2-0 ha saputo motivare i suoi e condurli a quella che è a tutti gli effetti un'impresa storica. Gli ultimi 40 minuti di questa battaglia saranno da ricordare, in un senso o nell'altro.