Olimpiadi Tokyo 2020
26 Luglio 2021
9:00

Vanessa Ferrari arriva alla sua quarta Olimpiade contro i pronostici, gli infortuni e l’età

Vanessa Ferrari entra da bambina nelle nostre case con l’oro nel concorso individuale di Aarhus nel 2006. Da allora ha subito tanti infortuni ma avuto anche tanta forza di volontà per tornare sempre. A Tokyo parteciperà alla sua quarta Olimpiade: per una ginnasta è quasi un miracolo che solo una come lei poteva compiere.
A cura di Jvan Sica
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Olimpiadi Tokyo 2020

"Sì, io sono ancora qua" è un verso che in queste Olimpiadi vale per tanti atleti, perché solo superare il periodo del Covid e del lockdown, ripresentarsi un anno dopo la scadenza olimpica naturale e farlo con la condizione e la voglia di partecipare all’evento sportivo più difficile e importante al mondo, non è da tutti. Ma almeno per l’Italia, l’atleta che più di tutti può gridare di essere ancora qui e di partecipare alla sua quarta Olimpiade è Vanessa Ferrari, vero esempio di longevità sportiva in una disciplina in cui l’usura arriva prestissimo e in cui gli infortuni deviano continuamente il percorso di una carriera.

La carriera da ginnasta di Vanessa Ferrari

Vanessa Ferrari si fa notare per la prima volta nel 2005, a 14 anni, quando vince i Campionati Assoluti tenutisi ad Ancona nel concorso generale individuale, davanti a Lia Parolari e Monica Bergamelli, oltre all'oro alle parallele e alla trave e l'argento al corpo libero. Nel 2006 poi diventa un vero e proprio fenomeno. Ai Mondiali di Aarhus arriva in grande forma ed è la prima atleta italiana a entrare in quattro finali mondiali: concorso individuale, parallele asimmetriche, trave e corpo libero. Nel concorso individuale parte molto bene, ha un problema alla trave ma è perfetta nel corpo libero: a 16 anni ancora da compiere vince la gara delle gare, davanti all’americana Jana Bieger e alla rumena Sandra Izbasa.

I primi infortuni e la delusione di Pechino 2008

Da quel momento in poi Vanessa Ferrari inizia a vincere ogni volta che scende in pedana. È di nuovo oro nel concorso generale agli Europei del 2007, domina i Campionati italiani per la terza volta ma ai Mondiali arriva il primo problema: alle parallele asimmetriche durante la finale a squadre, mente fa “salto Comaneci” si provoca una frattura all'osso scafoide del piede. Continua addirittura a gareggiare ma non ottiene medaglie e iniziano invece i problemi. L’anno successivo partecipa alla sua prima Olimpiade con una tendinite acuta. Pechino 2008 doveva essere la sua Olimpiade ma farà molto male in tutti gli attrezzi. Deve operarsi al tendine di Achille, torna con discreti risultati nel 2010 e nel 2011 e si prepara mentalmente ma soprattutto fisicamente per le Olimpiadi di Londra.

Le seconde Olimpiadi a Londra

In Inghilterra fa una buona gara nell’evento a squadre, contribuendo a far qualificare la squadra italiana al settimo posto, con un complessivo di 168.397, punteggio record per l'Italia. È finalmente in buone condizioni e il suo obiettivo è la finale del corpo libero. Nelle qualificazioni è terza, in finale fa un ottimo esercizio e finisce con gli stessi punti di Alija Mustafina, entrambe terze in classifica. Per la regola secondo la quale prevale l'atleta che compie un'esecuzione migliore, rispetto a chi porta un coefficiente di difficoltà maggiore, si classifica però quarta. È la seconda gigantesca delusione olimpica per Vanessa.

L'Olimpiade di Rio del 2016

La carriera continua fra infortuni alle caviglie, alle ginocchia, la mononucleosi, ancora il maledetto tendine di Achille e si arriva con una forza di volontà straripante a Rio de Janeiro 2016. L’obiettivo è ancora una volta il suo attrezzo, il corpo libero. Ancora una volta fa un’ottima esecuzione, però ancora una volta finisce quarta, superata dai due astri americani, Simon Biles e Alexandra Raisman e purtroppo anche dall’inglese Amy Tinkler.

Verso le Olimpiadi di Tokyo, a 30 anni e nonostante gli infortuni

Dopo quest’ennesima delusione ma anche dopo aver dato ampiamente prova di avere un coraggio da leonessa, tutti erano convinti che Vanessa Ferrari avrebbe spento piano piano il motore, non partecipando più alle Olimpiadi. Invece Vanessa riparte subito, parla di Tokyo come obiettivo possibile e si prepara per quattro anni. Ovviamente la volontà non basta perché ai Mondiali di Montréal 2017, durante la finale al corpo libero si rompe di nuovo il tendine di Achille e deve fermarsi.
Questa volta sembrava davvero la fine di una carriera fantastica, ma la Ferrari è una campionessa e non bisogna mai sottovalutare il cuore di una campionessa.

Nel 2019 torna, dopo 500 giorni, vince subito in Coppa del mondo, si riopera ad entrambe le caviglie, nel 2020 si ferma per il Covid e il 2021 diventa così l’anno in cui puntare ancora una volta alle Olimpiadi, le sue quarte Olimpiadi a 30 anni, un miracolo per una ginnasta. La squadra italiana intorno a lei negli anni è tanto cambiata e adesso le ragazze giovani sono forti, capaci di un bronzo a squadre ai Mondiali di Stoccarda 2019 e con le juniores che sembrano essere davvero dei grandi talenti. Lei però non molla e, dopo aver vinto un bronzo nel corpo libero agli Europei di Basilea sulle note di “Bella Ciao”, si gioca Tokyo a Doha, nella tappa di Coppa del mondo, in uno scontro con Lara Mori, di otto anni più giovane. La Cannibale, come viene spesso chiamata ce la fa, vincendo la competizione al corpo libero con 14,266 punti e precedendo proprio la Mori. Ancora una volta sarà Vanessa Ferrari a rappresentare l’Italia al corpo libero alle Olimpiadi di Tokyo 2020.
Stop, errata corrige.

Poche settimane prima di Tokyo, una delle nostre punte di diamante, Giorgia Villa si infortuna durante gli Assoluti di Napoli. Vanessa Ferrari prende il suo posto in squadra e lascia a Lara Mori il posto da individualista al corpo libero.
Lei però ci sarà al corpo libero, nella sua quarta Olimpiade, sulle note di “Con te partirò” di Andrea Bocelli. Sarà un esercizio che bisogna vivere davvero con le lacrime agli occhi, per la gioia di rivederla ancora lì a lottare con le migliori al mondo. Sarà l’ultima? Mah, Parigi alla fine dista solo tre anni.

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