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Una giocatrice brasiliana spiattella l’ammutinamento nell’Italvolley femminile: “Egonu e altre tre”

Il caso Paola Egonu è la punta dell’iceberg, quello più evidente per la notorietà e la qualità della giocatrice che non parteciperà alle qualificazioni olimpiche. Ma dietro il caos tecnico che ha smorzato le ambizioni dell’Italia agli Europei c’è un malcontento che parte da lontano. E un retroscena ne è la prova.
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A cura di Maurizio De Santis
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Paola Egonu è una delle giocatrici appartenenti alla fronda anti-Mazzanti.
Paola Egonu è una delle giocatrici appartenenti alla fronda anti-Mazzanti.

La Nazionale femminile di Volley è implosa. Il quarto posto agli Europei è una fallimento e una delusione rispetto alle attese: le Azzurre sono passate dal bissare il successo di due anni fa al capitombolo che le ha buttate giù dal podio. Il tema della crisi non è (solo) di tipo sportivo, c'è stato e c'è dell'altro che ha inficiato il lavoro e il cammino della selezione: a cominciare dal consenso via via scemato e dal malcontento intorno alla figura del coach, Davide Mazzanti.

Il caso Paola Egonu è la punta dell'iceberg, quello più evidente per la notorietà e la qualità della giocatrice che non parteciperà alle qualificazioni olimpiche. Ha fatto ancora un passo indietro, motivata dal rapporto con il tecnico logorato a tal punto da arrivare ai ferri corti scanditi da parole durissime. Ma sotto la superficie c'è un malessere che cova da tempo, a partire dall'avventura Olimpica di Tokyo 2021 dove l'Italia andò a schiantarsi contro lo scoglio Serbia nei quarti di finale.

Se non ci fu cambio alla guida della Nazionale è solo perché arrivarono prima il successo continentale poi (2022) quello in Nations League ma la sequenza di fiducia e risultati che tengono assieme la baracca scricchiolarono dopo il bronzo ai Mondiali. La crepa s'allargò per l'annuncio shock di Egonu, che disse di lasciare la Nazionale per il clima di intolleranza e di razzismo avvertito: le sue parole deflagrarono dopo la semifinale persa contro il Brasile, fu come spargere benzina sul fuoco.

Allora come oggi, Mazzanti sentiva di "non avere la squadra in mano" ma andò avanti. E quel "non so cosa fare… non so se devo tirare oppure no" pronunciato da Marina Lubian è l'indizio ulteriore dello scarso feeling e del caos tecnico che ha fatto da zavorra alle Azzurre e ne ha inficiato il rendimento.

La situazione esplosiva nella selezione azzurra guidata dal coach della discordia.
La situazione esplosiva nella selezione azzurra guidata dal coach della discordia.

Il resto è storia di oggi che trova conferma anche in un retroscena sull'ammutinamento raccontato da una giocatrice brasiliana molto nota in Italia. La questione è riportata in maniera dettagliata dal blog di Bruno Voloch, giornalista di "O Tempo" e molto autorevole nel settore. Perché sono state lasciati a casa elementi del calibro di Monica De Gennaro, Caterina Bosetti e Cristina Chirichella? Sarebbero state loro, assieme a Egonu, a guidare la fronda interna contro Davide Mazzanti: se lui fosse rimasto loro non avrebbero più giocato con la Nazionale ma la Federazione scelse di appoggiare il coach.

Altro quesito: se Egonu apparteneva al gruppo delle scissioniste, perché è stata convocata? "È dura vederla in panchina", sono state le parole del coach della Turchia, Santarelli. Ma era tutto già deciso. La fonte citata dal giornalista ha chiarito come fosse stata chiamata "solo come terza scelta", un particolare che era emerso ed era stato spiegato nel colloquio tra l’allenatore e la stessa giocatrice. "Paola ha accettato le linee guida proposte – dice ancora Voloch -. L’idea era mettere pressione e puntare sulle prestazioni negative di Ekaterina Antropova, molto giovane e appena arrivata" nel gruppo. E adesso, dopo che il giocattolo s'è rotto, su quali basi si può continuare ad andare avanti così? Il cerino è in mano alla Federazione.

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