L'ultima frontiera dello sport nella personale battaglia alla pandemia da coronavirus è quella di trovare una soluzione al riparo dal contagio e dalla malattia. Qualsiasi essa sia: un territorio incontaminato, asettico e tutelato dal covid-19. Così, l'UFC, la Ultimate Fighting Championship ha deciso di provare ad acquistare una intera isola per poter fare disputare i propri incontri e riprendere le attività.

La UFC è un'organizzazione di arti marziali miste statunitense, la più importante organizzazione nel campo delle MMA a livello globale e per questo non ha problemi di solvenza, con i vertici che stanno concretamente lavorando per ridare al movimento una reale ripartenza, investendo svariati milioni di dollari, da veri e propri ‘fighters', combattenti contro il nuovo coronavirus.

La soluzione per combattere il virus

Come per ogni altra disciplina sportiva anche la stagione "MMA" (arti marziali miste) è stata annullata a causa del coronavirus ma il presidente della UFC , Dana White,  ha lavorato da subito su un piano B per tutti i tifosi, cercando di risolvere il problema. La volontà è quella di riprendere le attività di combattimento il prima possibile e così ha annunciato l'idea sull'acquisizione di un'isola privata che avrebbe permesso ai combattenti internazionali di tornare a competere.

L'Isola di White esiste

"Ho un'isola privata che ho messo in sicurezza; adesso stiamo installando le infrastrutture, quindi inizierò anche a dare la possibilità di combattere a livello internazionale". Una soluzione estrema che imporrà a White un enorme esborso economico dovendo trasportare privatamente gli atleti sull'isola. Inizialmente coloro che sono residenti negli Stati Uniti "perché è al momento impossibile pensare di fare arrivare persone dall'estero".

La data della ripartenza: 18 aprile

Per white c'è anche una data precisa per la ripresa: "Dal 18 aprile, l'UFC è di nuovo attiva e funzionante". Mancano solamente dei dettagli e i permessi necessari per completare l'opera. White si impegnerà a rispettare tutti i protocolli sanitari necessari per il trasporto delle persone e metterà a disposizione i propri aerei perchè gli atleti possano raggiungere l'isola e lasciarla senza alcun problema.