Il calcio femminile potrebbe scomparire a causa della pandemia dilagante di Covid-19. Un allarme oggi, che potrebbe diventare una tristissima realtà domani se il contagio non arretrerà e si riuscirà a tornare il prima possibile alla normalità di tutti i giorni. Il problema fondamentale è l'attuale stop ad ogni movimento calcistico femminile, un sistema che si stava espandendo proprio in questi anni e che adesso si ritrova in fortissime difficoltà economiche.

Il rischio fallimento

Uno studio condotto da FifPro parla addirittura di "una minaccia quasi esistenziale" da parte della pandemia che ne ha leso le fondamenta e le finanze. Il destino appare segnato, a meno che non vi sia un sostegno adeguato da parte delle istituzioni sportive a leghe, club e giocatori: "Siamo in situazioni estreme in momenti senza precedenti e abbiamo la responsabilità come comunità calcistica globale di riunirci e sostenere il nostro settore", ha dichiarato il segretario generale della FIFPRO Jonas Baer-Hoffmann.

La richiesta d'aiuto al calcio maschile

L'obiettivo principe è frenare l'emorragia causata dalla mancanza di entrate e da una stagione oramai ferma da due mesi perché se i club, i campionati e le competizioni delle squadre nazionali iniziano a fallire, potrebbero essere persi per sempre. L'unica soluzione è che le Leghe più forti maschili diano un contributo sostanziale a quello delle competizioni internazionali delle donne che non riescono ad autofinanziarsi.

L'appello di Amanda Vandervort

A confermare l'allarmante realtà del movimento calcistico femminile è stata anche Amanda Vandervort, responsabile calcio femminile della FIFPRO: "Approfittiamo di questo momento per supportare i giocatori e creare un settore stabile per il futuro. E' fondamentale trasformare l'emergenza in possibilità: abbiamo l'opportunità di apportare i necessari cambiamenti strutturali a beneficio del calcio nel suo insieme"

La crescita del movimento femminile

Secondo un recente rapporto Nielsen sul "Women’s Football 2019", ci sono 314 milioni di fan in 24 Paesi al mondo. Un interesse che è stato quantificato nel 40% in media della popolazione che segue il calcio nei Paesi impegnati nella competizione, con un picco del 59% in Olanda. I numeri sono ancora molto lontani da quelli del calcio maschile ma anche gli sponsor si stanno interessando al movimento. C'è stata una forte crescita della rilevanza, anche grazie agli ultimi mondiali in cui i  premi sono saliti a 30 milioni di dollari rispetto ai precedenti 15 milioni del 2015.