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11 Agosto 2022
17:27

L’assassino del campione del mondo di jiu-jitsu è un poliziotto: “È andato lì per ucciderlo”

A distanza di qualche giorno dal terribile assassinio della leggenda del jiu jitsu Leandro Lo, le numerose testimonianze delineano il folle comportamento di un ufficiale di polizia brasiliano, arrestato per omicidio. E spunta una tesi raggelante.
A cura di Paolo Fiorenza
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Tutto il Brasile e il mondo delle arti marziali piange la morte di Leandro Lo, leggenda del jiu jitsu, otto volte campione del mondo, l'ultima nello scorso maggio. Il lottatore è stato ucciso in un locale di San Paolo con un colpo di pistola alla testa sparatogli da distanza ravvicinata nel corso di una lite. Chi ha fatto fuoco contro di lui è un poliziotto di 30 anni, il luogotenente della Polizia Militarizzata di San Paolo, Henrique Otavio Oliveira Velozo.

L'uomo resta in carcere dopo che domenica scorsa la Corte di Giustizia della città brasiliana – dove Lo era nato 33 anni fa – ha chiesto che fosse arrestato provvisoriamente per 30 giorni mentre è indagato come principale sospettato dell'omicidio. Una terminologia obbligata quest'ultima, ma sul fatto che sia stato Velozo ad uccidere il lottatore non ci sono dubbi, visto che alla scena hanno assistito numerosi testimoni. E proprio sulla base delle testimonianze, già passate al vaglio della polizia, col passare delle ore emergono sempre più dettagli su quanto accaduto domenica sera.

Leandro Lo è stato campione del mondo di jiu jitsu in cinque diverse classi di peso: una leggenda
Leandro Lo è stato campione del mondo di jiu jitsu in cinque diverse classi di peso: una leggenda

L'atleta è stato provocato più di una volta dall'ufficiale di polizia, fin quando – dopo che Lo era intervenuto per porre fine alle sue intemperanze – Velozo non ha estratto la pistola e gli ha sparato. "È entrato, ha preso una bottiglia di liquore dal nostro tavolo. Leandro lo lo ha bloccato solo per calmarlo. Ha fatto quattro o cinque passi e ha sparato", ha detto un testimone. In seguito il legale della famiglia ha aggiunto che al momento di prendere la bottiglia, il poliziotto ha iniziato ad agitarla guardando con aria di sfida il lottatore con intento chiaramente provocatorio.

È stato allora che è iniziata la lite: il campione di jiu jitsu ha immobilizzato a terra il poliziotto con una chiave al braccio per tranquillizzarlo. In quel momento altre persone si sono avvicinate per separarli e, una volta rialzatosi, quando sembrava che avesse accettato la fine delle ostilità indietreggiando di qualche passo, Velozo ha estratto la pistola e mirato alla testa del povero Lo. Come se non bastasse, prima di fuggire dalla scena del delitto, il poliziotto ha preso a calci due volte Lo, che giaceva insanguinato a terra.

"L'uomo, dopo essersi alzato, percorse alcuni metri in direzione opposta a Leandro, dando segnali che il disaccordo era cessato e che avrebbe lasciato il posto – si legge nel rapporto di polizia – tuttavia, in modo improvviso e inaspettato, estrasse un'arma da fuoco che portava con sé sotto i vestiti, attaccata alla cintura dei pantaloni, si rivolse alla vittima e gli sparò in faccia, prendendolo sulla fronte".

Il tenente della polizia brasiliana Henrique Otavio Oliveira Velozo, che ha ucciso Lo
Il tenente della polizia brasiliana Henrique Otavio Oliveira Velozo, che ha ucciso Lo

Appassionato di armi come mostrato sui suoi social – che ha poi chiuso a causa delle minacce che ha iniziato a ricevere – il tenente conosceva Leandro Lo da prima, poiché entrambi praticavano la stessa arte marziale. "Quella persona lo conosceva, perché pratica anche il jiu jitsu. È andato lì per ucciderlo, senza dubbio, ma non sappiamo perché", è la raggelante tesi della madre del campione. L'ufficiale, che poche ore dopo il delitto ha deciso di consegnarsi ai suoi superiori, è descritto come un uomo altezzoso e aggressivo. Ha anche un precedente in tal senso per aver picchiato nel 2017 un altro poliziotto, inferiore in scala gerarchica. Nonostante il Pubblico Ministero avesse condannato il tenente per aggressione e oltraggio, nel 2020 il Consiglio Speciale di Giustizia ha finito per assolvere Velozo da entrambe le accuse.

Stavolta per lui sarà impossibile farla franca. Mentre parenti, amici e tanti lottatori hanno salutato Leandro Lo al Cimitero Morumbi di San Paolo, con la maggior parte degli atleti presentatisi in kimono per rendere omaggio alla leggenda del jiu jitsu, Velozo è stato accusato di omicidio aggravato per un futile motivo.

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