3 Gennaio 2022
9:46

La stella NFL licenziata dopo l’ultima follia: lancia la maglia e va via a metà partita

Il controverso ricevitore Antonio Brown è stato licenziato da Tampa Bay dopo che questo si è rifiutato di tornare in campo nel match di NFL contro i Jets, si è tolto attrezzatura e maglia lanciandola verso il pubblico e ha lasciato lo stadio da solo. Per la stella del football americano potrebbe essere l’ultima follia di una lunga serie nella Lega.
A cura di Michele Mazzeo

La controversa stella del football americano Antonio Brown potrebbe aver giocato la sua ultima partita in NFL. Il fenomenale ricevitore dei Tampa Bay Buccaneers è stato infatti licenziato in tronco dalla sua franchigia dopo la sua ultima eccentricità nella gara di questa notte contro i Jets . La squadra della Florida ha vinto il match (28-24) ma il risultato è stato oscurato dall'ultima follia del 33enne di Miami.

Tutto è successo all'improvviso a metà del terzo quarto. Il capo allenatore ha mandato Brown nello spogliatoio dopo che quest'ultimo si è rifiutato più volte di entrare in campo. Dopo uno scontro con il compagno di squadra Mike Evans , che ha cercato di calmarlo, Brown si è tolto di dosso l'attrezzatura, ha lanciato la maglia verso il pubblico e si è diretto verso gli spogliatoi per poi lasciare da solo lo stadio prima che il match terminasse.

Il giocatore, senza nemmeno salutare i compagni di squadra, è stato scortato dalla polizia fino all'aeroporto di New York da dove ha preso un volo per tornare da solo a casa. A fine partita l'allenatore dei Buccaneers ha annunciato il suo licenziamento immediato. Potrebbe essere dunque finita così la tempestosa carriera di uno dei più brillanti quanto controversi ricevitori NFL dell'ultimo decennio.

Quello di questa notte è soltanto l'ultimo di una serie di episodi controversi che hanno visto protagonista la stella NFL non per le sue doti da ricevitore ma per i suo comportamenti fuori dal campo. Nel 2019 è stato ingaggiato e licenziato dopo appena tre giorni dai New England Patriots essendo stato accusato di violenza sessuale da un suo ex allenatore (accuse che lui ha respinto e per le quali non è mai stato condannato dato che la vicenda si è chiusa con un patteggiamento tra le parti). Nel 2020 Brown è stato condannato a due anni di libertà vigilata per il reato di furto con scasso dopo esser stato accusato di aver partecipato ad una rapina ad un camionista.

Quest'anno Tampa Bay lo aveva messo sotto contratto dandogli un'altra possibilità, ma la sua stagione è stata segnata prima da una sospensione di tre partite per aver presentato un falso certificato di vaccinazione contro il Covid (cosa su cui la NFL sta ancora indagando) e poi da diversi screzi con il proprio allenatore culminati nell'episodio eclatante della gara contro i Jets che gli è di fatto costato il licenziamento e forse ha definitivamente messo fine alla sua carriera nella più prestigiosa lega al mondo di football americano.

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