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Il Gran Maestro Naroditsky è morto per una aritmia cardiaca: faceva uso di metanfetamina e kratom

Daniel Naroditsky, Gran Maestro americano di Scacchi, deceduto lo scorso ottobre a soli 28 anni sarebbe morto per una “aritmia cardiaca fatale” improvvisa, scatenata dalla “presenza di metanfetamina e anfetamina nel sangue”, come si legge nel rapporto tossicologico. Giorni prima, alcuni amici gli avevano sequestrato alcuni farmaci, altri sono stati trovati nella sua stanza: “Sacchetti di polvere di kratom insieme ad altri blister”
A cura di Alessio Pediglieri
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A distanza di tre mesi dalla notizia dell'improvvisa morte a soli 28 anni del Gran Maestro di scacchi americano Daniel Naroditsky, le analisi tossicologiche effettuate hanno indicato valori nel sangue di metanfetamina e kratom, una pianta psicoattiva originaria del Sud-est asiatico. Non in dosi letali ma, si legge nel rapporto, sufficienti per aver causato "una aritmia cardiaca" che ha provocato la morte accidentale.

L'improvvisa e sospetta morte di avvenuta "quasi" in diretta Youtube

La notizia del decesso di Daniel Naroditsky aveva sconvolto il mondo degli scacchi, con il Gran Maestro che era stato trovato morto nel suo appartamento a pochi giorni dal suo ultimo video nel canale Youtube seguitissimo da appassionati e tifosi. Un filmato pubblicato dopo una lunghissima e misteriosa assenza che aveva insospettito sulle reali condizioni dello scacchista, poi confermate dalle indagini tossicologiche e dalle ricostruzioni attraverso le testimonianze di amici e conoscenti. La morte di Naroditsky è stata derubricata come "accidentale" ma dietro si cela una storia di difficoltà personali, uso di droghe e crisi depressive.

Le condizioni di Naroditsky, tra uso farmaci e rischio depressione: "Stato mentale preoccupante"

A conferma dello stato psicologico più che labile di Naroditsky, la ricostruzione degli inquirenti con la testimonianza di alcuni amici vicinissimi al campione di scacchi. Solo due giorni prima della sua morte, alcuni di loro avevano notato che sembrava essere "in uno stato mentale preoccupante" – si legge nel rapporto ufficiale del medico legale. Questi amici si erano recati a casa di Daniel Naroditsky e gli avevano confiscato 40 compresse di Adderall, un farmaco appartenente alla famiglia delle anfetamine prescritto per il trattamento dei disturbi da deficit di attenzione. Non è stata mai trovata alcuna prescrizione medica ma parte dei prodotti utilizzati sì: "Sacchetti di polvere di kratom sono stati trovati nell'abitazione del defunto, insieme a blister da banco di farmaci per tosse, mal di gola e raffreddore provenienti da paesi stranieri".

L'esito dell'esame tossicologico: "Uso di stupefacenti senza ricetta, possibile causa dell'aritmia fatale"

Da qui, l'esigenza di sottoporre Naroditsky  ad un esame più dettagliato, con un esame tossicologico post-mortem: "Si è rivelata presenza di metanfetamina e anfetamina nel sangue del defunto", si legge "senza che vi sia alcuna prescrizione di anfetamina o metanfetamina a nome del defunto. Le concentrazioni di metanfetamina e mitragynina e dei loro metaboliti nel sangue sono a livelli considerati non tossici o non letali in tossicologia forense". Per cui la morte di Naroditsky  "è avvenuta improvvisamente, senza segni di sofferenza acuta" ma soprattutto "non ci sono prove di overdose intenzionale o involontaria" bensì accidentale, causando "un'aritmia cardiaca fatale".

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