10 Ottobre 2021
12:14

“Fai schifo, vai a fare la velina”: Rossella Fiamingo racconta l’odio olimpico

Rossella Fiamingo è una delle nostre campionesse della scherma: già medaglia d’argento a Rio de Janeiro nel 2016 e due volto oro mondiale, la spadista catanese ha vinto il bronzo a squadre alle Olimpiadi di Tokyo. Ma il lato oscuro dell’animo umano è sempre lì in agguato: “CI sono rimasta molto male”.
A cura di Paolo Fiorenza

Spesso si dice che la popolarità ha un prezzo e nel nuovo millennio il biglietto da pagare per chi ha successo in ogni campo è l'odio social: i leoni da tastiera, malvagi a prescindere qualsiasi cosa si faccia, sono in servizio permanente 24 ore su 24. Anche nello sport chi decide di aprire un profilo sui social network sa bene ormai a cosa va incontro ed il racconto fatto da Rossella Fiamingo dal palco del Festival dello Sport di Trento scrive l'ennesimo capitolo di un romanzo orrendo.

La 30enne campionessa catanese alle Olimpiadi di Tokyo ha vinto una splendida medaglia di bronzo nella spada nel concorso di squadra, ma nell'individuale è stata eliminata ai quarti di finale: tanto è bastato per scatenare contro di lei l'odio gratuito di gente che nella vita sarà sempre perdente: "Ci sono rimasta molto male, i leoni da tastiera ti aspettano sempre al varco. Dopo la sconfitta ai quarti della gara individuale ho fatto l'errore di aprire Instagram ed ho trovato commenti di ogni tipo. Alcuni non posso proprio dirli, ma già leggere ‘fai schifo' o ‘vai a fare la velina' è stato pesante. A volte è difficile trovare la tranquillità per tornare in gara".

Ed invece poi la fiorettista siciliana, che in bacheca ha un argento olimpico individuale a Rio de Janeiro nel 2016 e due ori mondiali, è riuscita a riscattarsi in Giappone vincendo il bronzo di squadra assieme alle sue compagne Federica Isola, Mara Navarria e Alberta Santuccio. "Da 25 anni non si vinceva nella spada femminile, è stato un grandissimo risultato – gonfia il petto la Fiamingo, come riporta la Gazzetta dello Sport – Certo, non avere il pubblico è stato strano, ho vissuto di immaginazione. Per motivarmi guardavo i Cerchi Olimpici: sembrava una gara come tutte le altre, e invece dovevo ricordarmi che era molto importante". Lo era sì, con buona pace degli odiatori seriali che hanno bisogno di riempire la propria vita con qualcosa che le dia un significato, anche se squallido.

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