Il Covid-19 è approdato nelle nostre vite ormai da diversi mesi e dopo aver appurato la sua pericolosità se non curato nei tempi e nei modi giusti dobbiamo essere attenti anche ad altre situazioni. Si è parlato spesso del pericolo che correvano le persone anziane o quelle affette da patologie cardio-respiratorie pregresse ma un'altra minaccia si nasconde anche dietro il Coronavirus Sars-CoV-2 ed è la miocardite. Si tratta di un'infiammazione del muscolo cardiaco e alcuni studi effettuati di recente messo in evidenza delle preoccupazioni rispetto all'eventualità che questa patologia si possa presentare dopo la guarigione da Covid-19: lo studio condotto da ricercatori dell'Ohio State University di Columbus ha sottoposto a risonanza magnetica cardiaca e altri test medici 26 atleti di college che si stavano riprendendo dall'infezione e ha riportato che il 15% (4 su 26) presentava risultati indicativi di una miocardite.

Lo studio è stato pubblicato su "Jama Cardiology" e ha visto sotto la lente d'ingrandimento atleti che praticano calcio, basket, lacrosse e atletica leggera ma nessuno di loro aveva avuto bisogno del ricovero per Covid-19 o una terapia antivirale specifica: dodici avevano riportato sintomi lievi durante l'infezione (quelli che ormai abbiamo imparato a memoria tutti come mal di gola, mancanza di respiro, mialgie, febbre) mentre gli altri erano asintomatici.

Lo studio ha confermato come l'uso della risonanza magnetica cardiaca negli atleti dei college che si sono ripresi da Covid è stato importante per rilevare la presenza di un'infiammazione miocardica e il rischio per un ritorno al gioco competitivo. Secondo quanto riportato da Nbc News il cardiologo Saurabh Rajpal, coautore dello studio, si è espresso così: "Abbiamo deciso che oltre alle solite raccomandazioni, un esame clinico e la ricerca dei sintomi, avremmo anche fatto una risonanza magnetica cardiaca per ottenere maggiori informazioni e vedere cosa fa il virus ai cuori degli atleti".

Brett Toresdahl, medico sportivo dell'Hospital for Special Surgery di New York City, non coinvolto nella ricerca ha affermato: "Ciò che questo studio mostra è che la miocardite può verificarsi anche dopo casi meno gravi e persino asintomatici. Pertanto, il rischio di miocardite di un atleta potrebbe non essere correlato alla gravità dei sintomi". Al momento non ci sono certezze sul fatto che possano esserci cambiamenti nell'apparato cardiaco degli atleti competitivi a seguito di Covid-19 ma la risonanza magnetica cardiaca potrebbe aiutare ad una valutazione della stratificazione del rischio per la miocardite.