Come fanno le barche dell’America’s Cup a volare sull’acqua: il segreto sono i foil, le ali mobili
La 38ª America's Cup al via nelle acque del Golfo di Napoli propone le Regate preliminari dal 24 al 27 ottobre, con le prime gare di flotta e il Match Race finale sul campo di gara del Lungomare Caracciolo. Tra loro ci sarà ancora una volta la nostra Luna Rossa, l'AC40 italiano che proverà a vincere la nutrita concorrenza, volando sull'acqua. E proprio questo fenomeno, che oramai accompagna da diverse edizioni le gare di Coppa America di vela lascia ogni volta esterrefatti a tal punto che di fronte allo spettacolo in mare che si terrà nel 2027, la domanda nasce spontanea: ma come fanno letteralmente a volare sul pelo dell'acqua?
La risposta è celata ovviamente nello sviluppo di una tecnologia che ha fatto dello scafo di Luna Rossa e di tutti gli altri AC40, autentici prototipi iper collaudati che possono produrre anche velocità impressionanti. A tal punto che per questa edizione 2026-2027 gli organizzatori hanno deciso di porre un "freno" tecnologico: basta la classica "corsa agli armamenti" multimilionaria sulla costruzione di nuovi avveniristici scafi, perché l'attuale regolamento ha approvato sì la nuova progettazione e costruzione di quella che è denominata tecnicamente "Generation 3", ma proprio per contenere i costi, si dovranno utilizzare o modificare gli scafi del 2024 o del 2021.
Tutto questo potrebbe portare a pensare di dover assistere una "riedizione" già vista negli anni passati, ma ovviamente non sarà così. Lo sviluppo tecnologico è comunque inarrestabile e di innovazioni e novità ce ne saranno e molte. Ma il filo conduttore sarà proprio l'"effetto volo" che anche Luna Rossa produrrà. Ma come fanno queste imbarcazioni mastodontiche, che sfiorano le 7 tonnellate a sfruttare il vento e l'aerodinamica raggiungendo anche i 100hm/h sul mare?
Il segreto, non solo per Luna Rossa ma per tutti gli AC40 impegnati in America's Cup, sta nei "foil", i bracci a forma di "esse" e asimmetrici, realizzati in carbonio come tutto il resto dello scafo e che si distendono sui lati per circa 4 metri. Sono delle vere e proprie "ali" mobili e possono immergersi fino a 5 metri di profondità o alzarsi oltre il filo dell'acqua: il tutto permettendo a Luna Rossa di alzarsi e planare, usandoli in modo asimmetrico (uno nell'acqua e l'altro fuori) in base all'occorrenza, sfruttando al meglio le forze idrostatiche (che regolano il galleggiamo dei corpi) unite alle forze idrodinamiche (proprie della fase di volo).
Per quanto riguarda l'attuale edizione '26-27, il regolamento è chiaro anche su questo punto, essenziale, dei foil da utilizzare: ci sono limiti stringenti che prevedono il riadattamento di quelli già esistenti e un limite massimo per ogni imbarcazione di soli tre nuove "ali" realizzabili per librarsi sul mare. Nessun team può modificarne la forma e la vera sfida sarà nel loro perfetto utilizzo per guadagnare vantaggio sugli avversari, in un sistema controllato, assistito e in parte gestito direttamente dall'Autopilota, integrato in ogni imbarcazione.
Si tratta di un sistema elettrico, che regola automaticamente la posizione dei flap dei foil per mantenere l'AC40 stabile alla quota impostata. Due dei quattro trimmer a bordo, in postazione posteriore nello scafo, coordinano i comandi fine dei foil basandosi su input che l'Autopilota processa a bordo di volta in volta, in base all'andamento della Regata, alle condizioni marittime e del vento.