"Ho pianto per Sinisa Mihajlovic, lo abbraccio di cuore". Carlo Mazzone è così, sincero e genuino nella manifestazione dei sentimenti. Uomo e allenatore vecchio stampo, di quelli che vedi correre sotto la Curva avversaria che lo insulta (lo fece dai tempi del Brescia, durante un derby contro l'Atalanta) ed essere accanto ai calciatori come un buon padre. Severo, giusto, pronto a proteggerli da ogni cosa.

Sor Carletto o Sor Magara è il soprannome che lo ha accompagnato in tanti anni di carriera trascorsi in panchina dall'Ascoli (1968) fino al Livorno (2006) prima del ritiro. "Adesso mi godo i nipoti e faccio il nonno", dichiarò in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Il calcio resta la passione di una vita che adesso guarda da lontano e con lo stesso occhio disincantato di sempre.

L’ex tecnico di Roma, Napoli, Cagliari, Catanzaro, Lecce, Bologna, Perugia oggi ha 83 anni ed è da tempo fuori dal mondo del calcio giocato. Un servizio pubblicato dall'edizione di Bologna del Corriere ne ha riportato in auge i momenti più belli e più brutti, i ricordi più dolci e quelli che lo hanno segnato nel corso della sua esperienza a bordo campo, a fendere l'aria con le dita e le braccia urlando indicazioni ai "suoi ragazzi".

E tra questi ragazzi c'è stato anche Sinisa Mihajlovic, attuale allenatore del Bologna. Lo allenò ai tempi della Roma. E potete immaginare cosa abbia significato per lui, romano e romanista, essere alla guida della "magica". Mazzone si commuove raccontando cosa ha provato quando nell'estate scorsa ha saputo della malattia che aveva aggredito l'ex centrocampista serbo: la leucemia, un tumore del sangue che ha combattuto affrontando cure molto dure, dividendosi tra ospedale e campo, tra letto di corsia e sala tecnica virtuale per non perdere mai di vista il "suo" Bologna. Oggi Sinisa sta bene e a lui Sor Carletto rivolge un pensiero speciale.

Ricordo ancora quel ragazzo di poche parole che ho conosciuto in giallorosso. Sinisa era sempre educato e disponibile. Quando l’estate scorsa ho saputo della sua terribile malattia, ho pianto per lui. Voglio mandargli un abbraccio di cuore a lui e a tutta la sua famiglia.