Un caso di positività al Covid-19 scuote e allarma il mondo dell'Atletica Leggera. Il campione olimpico in carica dei 400 metri piani, Wayde van Niekerk, è infatti risultato positivo al Coronavirus dopo il test a cui si è sottoposto al suo arrivo a Gemona, in provincia di Udine, dove si è trasferito per allenarsi in vista delle gare che avrebbe dovuto correre nelle prossime ore allo stadio Grezar.

Il ventottenne sudafricano, che si era appena ripreso da un brutto infortunio e che era già in quarantena, rimarrà in isolamento e salterà dunque il meeting di Trieste dove sarebbe dovuto scendere in pista per correre i 100 e i 400: distanza dove detiene il record del mondo (43”03), conquistato nella finale olimpica di Rio de Janeiro.

L'infortunio, la riabilitazione e il virus

Il viaggio in Italia, diventata per lui una specie di seconda casa, e gli allenamenti in Friuli sono stati per van Niekerk la fine di un incubo. Prima di rimanere contagiato dal Coronavirus, il velocista sudafricano ha infatti dovuto pazientare due lunghi anni per rimettersi dalla rottura del crociato del ginocchio destro (causato da una partita di ‘touch rugby' giocata nel 2017 nella sua Città del Capo) e tornare ad allenarsi per rientrare in pista per la prima volta proprio a Trieste.

"Ora sto bene, ma ci sono stati momenti in cui non pensavo di poter più riutilizzare una parola del genere – ha spiegato Wayde van Niekerk, in un'intervista concessa a ‘La Repubblica' – Lo spostamento delle Olimpiadi di Tokyo? Avrò più tempo per trovare la condizione perfetta. Tokyo sarà l'occasione per rendere omaggio a tutto quello che è stata la mia carriera fino a questo momento, ma anche un obiettivo per lasciarsi alle spalle il dolore e la paura".