Due settimane di terapia intensiva poi ha perso la battaglia contro il Covid-19. Andrea Micheli, 37 anni compiuti mercoledì scorso, ex presidente del Pizzighettone e della Pergolettese è morto sabato sera in ospedale a Milano. Il suo cuore ha smesso di battere poco dopo le 21.30, le condizioni di salute si erano aggravate a causa delle complicanze sorte dopo aver contratto il Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale sulla situazione). Il suo nome è andato a ingrossare la lista dei decessi (circa 800 nelle ultime ore) che hanno sconvolto l'Italia e, in particolare, il Nord del Paese che ha il cuore gonfio di lacrime e dolore.

Andrea Micheli era molto noto nella provincia lombarda, in particolare nel Cremonese. Lavorava nell’azienda di famiglia e aveva una passione per il calcio. E al calcio aveva dedicato buona parte degli ultimi anni ricoprendo incarichi dirigenziali a cominciare dal Pizzighettone. Era stata quella la prima esperienza poi proseguita, in seguito al trasferimento di Cesare Fogliazza e della zia Anna Micheli a Crema, al timone della Pergolettese. Fu lui che, in qualità di patron, pose le basi per un nuovo corso più ambizioso iniziato nell'estate del 2012. Fu una presidenza iniziata sotto una buona stella: al primo anno conquistò subito la promozione dalla Serie D alla Serie C2. Micheli restò in carica per quattro anni, nell'estate del 2016 passò la mano e lasciò il club gialloblù.

La morte di Andrea Micheli è una stretta al cuore, l'ennesima di un mese durissimo. Il bollettino della Protezione civile, scandito ogni sera intorno alle 18, è tremendo come i numeri che vengono snocciolati a ora di cena e chiudono lo stomaco agli italiani chiusi in casa. Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato una serrata ulteriore nel Paese, fermando quella produzione industriale definita non necessaria per i prodotti primari ed essenziali. Non c'è altro modo, per adesso, per contrastare l'ondata di contagi e la trasmissione del morbo.