Skam Italia 5
29 Agosto 2022
13:58

Skam 5 e il tema del micropene, Centorame: “Soffrivo di attacchi di panico, Elia più coraggioso di me”

Francesco Centorame parla di Skam 5 e del tema della virilità che attraversa questa quinta stagione. Elia Santini soffre di ipoplasia peniena, il disturbo del micropene che metterà a dura prova la sua vita sessuale e la capacità di parlarne senza soccombere alla paura di essere bullizzato.
A cura di Eleonora D'Amore
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Skam Italia 5

Francesco Centorame parla di Skam 5 e del tema della virilità che attraversa questa quinta stagione. Elia Santini soffre di ipoplasia peniena, il disturbo del micropene che metterà a dura prova la sua vita sessuale e la capacità di parlarne senza soccombere alla paura di essere bullizzato. “Non mi entra nei preservativi di taglia S” confesserà ai suoi compagni di comitiva, condividendo l'enorme ansia da prestazione legata alle dimensioni decisamente sotto la media del suo pene. Una condizione che riguarda all’incirca lo 0,6 percento della popolazione.

I kg persi e gli insegnamenti lasciati da Elia Santini

Una diversità determinante nel confronto con gli altri e con gli standard che la nostra società ci impone. È la paura di questo confronto che ha sempre portato Elia a scappare da qualsiasi relazione prima ancora che qualcosa potesse nascere e a scegliere Sana come amore ideale, l'unica ragazza del gruppo che, per rispetto della religione musulmana, non potrebbe fare sesso con lui.

In conferenza stampa, Francesco Centorame ha spiegato com'è riuscito a calarsi nei panni di Elia:

Innanzitutto, ho dovuto perdere 7 chili perché altrimenti non entravo nei panni di Elia, Ludovico Bessegato mi ha messo a dieta. Mi piaceva l’idea di questo corpo più fragile, perché parliamo di un personaggio che ha 19/20 anni. È stata una scoperta anche per me, abbiamo sempre saputo poco di Elia. La prima volta che ho parlato con Ludovico è stata inaspettata, per me è stato un onore, ero felicissimo. In realtà è stato anche molto semplice considerata la tematica complessa. SKAM ha una potenza narrativa fortissima che ci facilita il lavoro, tu devi solo avere il coraggio e l’amore. Tutti i presenti hanno dimostrato una comprensione e una sensibilità notevoli sia per il progetto che per la storia. Per quanto riguarda la pratica, Elia mi ha insegnato tantissimo: nel quotidiano, facevo delle docce fredde perché il tessuto molle si ritira. Sembra una stupidaggine, ma visivamente cambia tanto.

Francesco Centorame e gli attacchi di panico: "Non ho avuto il coraggio di Elia"

La confessione di Elia alla comitiva di Skam Italia
La confessione di Elia alla comitiva di Skam Italia

L'attore affonda poi nelle pieghe del personaggio dando grande importanza al suo coraggio, il sentimento della svolta, che in una condizione di disagio simile, vissuta quando era al liceo, lui stesso non è mai riuscito a provare: "Come Elia che indossa questa maschera per la quale va tutto bene, in terza superiore ho iniziato a soffrire di attacchi di panico e andavo in bagno senza dirlo a nessuno, senza uno spazio emotivo condiviso, un luogo sicuro in cui sentirmi supportato. Andavo in bagno a piangere da solo e poi quando tornavo in classe alla fine dell’ora i miei compagni mi dicevano che mi avevano messo una nota. Non avevo il coraggio di Elia, lui è stato un esempio vero di come si dovrebbe fronteggiare la paura".

Ludovico Bessegato: "Abbiamo indagato la mascolinità italiana"

L’incapacità di Elia di parlarne con gli amici di sempre
L’incapacità di Elia di parlarne con gli amici di sempre

A supportare le parole di Francesco Centorame, protagonista di Skam 5, lo showrunner e sceneggiatore della serie Ludovico Bessegato, che insieme ad Alice Urciuolo, la sceneggiatrice che già aveva lavorato con lui a SKAM Italia 3, si è trovato a dover lavorare alla stesura di un copione originale, non potendo avere il solito riferimento nel format norvegese da cui sono tratte le serie nelle varie nazioni:

È nata abbastanza velocemente l’idea di questa nuova stagione, ovvero indagare il rapporto tra la mascolinità, la virilità e quello che nella nostra società continua ad esserne il principale simbolo, ovvero il pene. Si può essere considerati dei veri maschi pur avendo un pene sottodimensionato o non performante secondo gli standard? La risposta politicamente corretta è: “Ovviamente sì”. Ma quante persone sono davvero in grado di non farsi influenzare dalle dimensioni nel giudizio di una persona con un pene non conforme? E soprattutto: che cosa pensano e che sensazioni provano le persone che si trovano in quella condizione . Quello che ci è stato subito evidente era che ci trovavamo di fronte ad un materiale umano e narrativo estremamente delicato, complesso e poco raccontato.

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