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Un gatto nero entra in studio durante In altre parole e ruba la scena a Gramellini

Un gatto nero entra in studio durante la diretta di In altre parole su La7 e ruba la scena a Gramellini, Botteri e Ponzani. Il conduttore: “È un po’ narciso, si è preso la telecamera.”
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Sabato sera denso su La7, con la puntata del 2 maggio di In altre parole che metteva in fila ospiti come Gad Lerner, Maurizio Landini, Umberto Galimberti, Carlo Rovelli. Una scaletta seria, con la parola della serata dedicata al 25 aprile e due voci autorevoli come Giovanna Botteri e Michela Ponzani a ragionare sulla memoria e sull'antifascismo. Poi, a un certo punto, è entrato un gatto.

Il fuoriprogramma che non era in scaletta

Nessuno sa come ci sia finito. Nessuno sa da dove venisse. Almeno è quello che lascia intendere il conduttore. Un gatto nero, bellissimo, ha attraversato lo studio di In altre parole in diretta, ignorando telecamere, ospiti e la geometria dello spazio televisivo. È stato un momento davvero divertente che il pubblico ha gradito, al punto da fare partire un applauso spontaneo.

Anche Massimo Gramellini, dal canto suo, ha reagito con la lucidità di chi sa che certi momenti non si gestiscono: si assecondano. E quindi ha incoraggiato l'applauso e poi ha fatto notare il "narcisismo" del gatto.

"Salutiamo il gatto", ha detto il conduttore, lasciando che l'animale si prendesse il suo spazio. Poi ha aggiunto: "Devo dire che è un po' narciso, perché si è preso la telecamera ed è andato vicino a Giovanna e Michela."

Il tempismo perfetto

L'intrusione del gatto nello studio di In Altre Parole, mentre Gramellini stava per annunciare il blocco dedicato al 25 aprile con Michela Ponzani e Giovanna Botteri, è avvenuta con grande leggerezza, un tempismo perfetto per una parola, 25 aprile, che ha causato tante divisioni nei giorni scorsi, condizionando l'attualità politica e sociale.

In altre parole va in onda ogni sabato su La7 dalle 20:35, con un cast che include Botteri, Alessandra Sardoni, Saverio Raimondo, Jacopo Veneziani, Andrea Nuzzo e Gustavo Zagrebelsky.

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