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Rai sblocca il pagamento a Giorgio Mottola dopo la polemica sul servizio per Report

Dopo le polemiche sul mancato compenso, la Rai avrebbe sbloccato il pagamento a Giorgio Mottola: la Direzione Approfondimento ha ottenuto parere positivo dall’ufficio legale.
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La vicenda sollevata da Fanpage.it si chiude, almeno sul piano amministrativo, con un passo indietro della Rai. Secondo quanto apprende Fanpage.it, nel tardo pomeriggio di lunedì 27 aprile la televisione pubblica avrebbe sbloccato la procedura e liquidato il compenso a Giorgio Mottola per l'inchiesta "La mafia a tre teste", trasmessa da Report e al centro di settimane di polemiche politiche e legali.

Il parere legale che ha sbloccato tutto

Come ricostruisce Fanpage.it, la Direzione Approfondimento, la struttura Rai alla quale Report fa capo, avrebbe interpellato l'ufficio legale aziendale per sciogliere il nodo. Il compenso era stato inizialmente bloccato dopo la pubblicazione, a firma di Mottola, di un'anticipazione sul Fatto Quotidiano, ritenuta non autorizzata. Il parere dei legali, tuttavia, sarebbe stato positivo: superato l'ostacolo, si è proceduto al pagamento.

Una risoluzione che arriva dopo che Fanpage.it aveva per prima rivelato la vicenda, innescando un'attenzione mediatica che ha reso la posizione della Rai difficilmente sostenibile. Il servizio in questione mostrava l'ormai celebre selfie realizzato da Gioacchino Amico, ritenuto vicino al clan Senese, e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all'epoca dei fatti ancora semplice leader del partito Fratelli d'Italia.

A rendere più complesso il quadro, un dettaglio sempre da noi rilevato: in un post pubblicato da Esperia Italia, progetto diretto da Gino Zavalani, nel quale si commentava criticamente il servizio, appariva un like (poi rimosso) di Paolo Corsini, direttore della Direzione Approfondimento Rai.

Mottola intanto torna in tv

Nel frattempo, Giorgio Mottola non si è fermato. Martedì sera era ospite di Giovanni Floris a diMartedì, su La7, un'apparizione che segnala come il giornalista di Report continui a muoversi nel dibattito pubblico nonostante le pressioni degli ultimi mesi.

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