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Rai censura USIGRai: rifiutata la messa in onda del comunicato sindacale sul caso Petrecca

La Rai censura il comunicato USIGRai sulla figuraccia olimpica di Petrecca. L’azienda rifiuta la messa in onda prevista dal contratto per non ammettere le responsabilità dei vertici. Il sindacato denuncia tutto.
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Dopo la figuraccia della cerimonia olimpica, la Rai sceglie la strada della censura. L'azienda ha rifiutato di mandare in onda il comunicato di USIGRai che chiedeva ai vertici di assumersi le responsabilità del disastro della telecronaca di Milano-Cortina 2026, violando quanto previsto dal contratto.

La scelta antisindacale di viale Mazzini

"La Rai sceglie il comportamento antisindacale pur di non pubblicare il comunicato dell'Usigrai", denuncia il sindacato dei giornalisti in una nota che accusa l'azienda di aver violato gli accordi contrattuali pur di evitare che venisse reso pubblico il testo che chiama in causa le responsabilità dei vertici.

Una mossa che appare come un tentativo disperato di contenere i danni dopo il clamoroso flop della diretta olimpica condotta da Paolo Petrecca, direttore di RaiSport già sfiduciato tre volte dalle redazioni che ha guidato.

Il comunicato censurato: "Difendiamo chi lavora con professionalità"

Nel testo che la Rai si è rifiutata di trasmettere, USIGRai punta il dito contro "l'imbarazzante telecronaca del Direttore di Raisport per la cerimonia di apertura dei giochi olimpici" che "colpisce la credibilità dell'azienda di servizio pubblico e di chi ci lavora".

Il sindacato sottolinea come l'obiettivo del comunicato fosse difendere "l'impegno e il lavoro di colleghe e colleghi della Rai che con professionalità stanno rendendo possibile il racconto di un evento sportivo di portata mondiale come le Olimpiadi". Una difesa che evidentemente i vertici aziendali hanno ritenuto troppo scomoda per essere diffusa attraverso i canali ufficiali.

L'appello ai vertici rimasto senza risposta

Particolarmente significativo il passaggio in cui USIGRai rivendica anche la tutela della "dignità di chi, dopo le polemiche seguite alla conferenza stampa di presentazione, ha fatto un passo di lato rinunciando alla telecronaca". Un chiaro riferimento ad Auro Bulbarelli, sostituito da Petrecca dopo la gaffe su Mattarella ma professionista con l'esperienza necessaria per gestire un evento di quella portata.

Il comunicato censurato si chiudeva con un appello diretto: "Il vertice aziendale, ancora in silenzio dopo tre voti di sfiducia al Direttore, uno a Rainews e due da parte dei giornalisti di RaiSport, non può fare finta di nulla e deve assumersi fino in fondo le responsabilità delle proprie scelte".

USIGRai denuncia esplicitamente che il rifiuto di mandare in onda il comunicato costituisce una "violazione di quanto previsto dal contratto". Gli accordi sindacali prevedono infatti che determinate comunicazioni abbiano diritto di diffusione attraverso i canali aziendali, strumento fondamentale per garantire il diritto di informazione e di critica anche all'interno dell'azienda.

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