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Pupo protagonista del capodanno alla Tv russa. Aveva detto: “Sono un artista, vado dove mi pagano”

L’artista ha preso parte allo spettacolo trasmesso dall’emittente Russia 1 per l’ultimo dell’anno. Circola da ore un video in cui canta “Sarà perché ti amo con la conduttrice”.
A cura di Andrea Parrella
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Se le polemiche per il capodanno di Rai1 non sono ancora del tutto sopite, anche per il capodanno della Tv russa c'era un pezzo d'Italia. Si tratta di Pupo, che per l'ultimo dell'anno ha preso parte allo spettacolo di San Silvestro su Russia 1, cantando anche alcune canzoni italiane.

Il video di Pupo che canta alla Tv russa per capodanno

Circolano da ore le immagini dell'artista che canta con la conduttrice "Sarà perché ti amo", canzone che lui stesso aveva scritto per i Ricchi e Poveri. Non si tratta della prima esibizione in Russia di Pupo, che negli ultimi anni è stato più volte in terra russa anche dopo l'invasione in Ucraina. "Vado in Russia perché mi pagano", aveva detto alcuni mesi quando gli era stato chiesto conto della questione. A luglio scorso, mentre l'Europa discute di sanzioni e isolamento, Pupo annunciava con orgoglio il suo tour mondiale che toccherà anche Russia, Mosca e San Pietroburgo. "Vado dove mi offrono un ingaggio e dove pagano. Sono un professionista", diceva senza mezzi termini.

La sua posizione sulla guerra? "Amo il popolo russo come il popolo ucraino dal 1979 perché entrambi mi hanno dato una dignità artistica unica. Sarà una bella occasione per cantare la pace". Parole che suonano come una provocazione in tempi di schieramenti obbligati.

Il capodanno russo ispirato all'Italia

La popolarità di Pupo in Russia, d'altronde, è figlia della risonanza che la musica italiana ha avuto negli scorsi decenni a Mosca. Popolarità che negli anni scorsi era stata anche lo spunto per uno spettacolo realizzato dalla Tv russa proprio per l'ultimo dell'anno, interamente dedicato alle atmosfere italiane e intitolato "Ciao". Il programma, diventato in pochi anni un appuntamento cult, è terminato proprio in conseguenza al caos geopolitico generato dall'invasione russa in Ucraina.

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