Palinsesti Radio Rai 2026, rivoluzione centrodestra con Insegno, Casalegno e Vespa: Radio3 resta la “riserva indiana”
I nuovi palinsesti delle radio Rai verranno presentati venerdì 11 settembre alle 12 in via Asiago a Roma, ma noi di Fanpage abbiamo avuto la possibilità di visionarli in anteprima. E, se le tabelle che abbiamo visto verranno confermate, le novità non saranno poche. Soprattutto su Radio2, dove la “rivoluzione” del centrodestra cominciata nei mesi scorsi sembra destinata ad accelerare: professionisti con decenni di radio alle spalle escono o vengono ridimensionati, altri guadagnano spazio e programmi storici cambiano voce. E tra questi ultimi ricorrono vicinanze politiche, relazioni personali o parentele influenti. Ma una premessa è indispensabile: quello che segue è un palinsesto in movimento e alcune caselle potrebbero cambiare. Al momento, però, le indicazioni raccontano tre radio diverse: Radio1 cambia uno dei suoi volti più riconoscibili con un’uscita pesante, Radio3 conserva quasi intatta la propria identità progressista, accoglie alcuni fuoriusciti e si conferma “riserva indiana” della sinistra, mentre Radio2 sembra il vero laboratorio della nuova Rai.
Radio2, la “rivoluzione” di Alibrandi
Il terremoto era cominciato molto prima di settembre. Giovanni Alibrandi dirige Radio2 dal giugno 2025 ed è stato indicato in area leghista. A gennaio Fiorello, davanti alla sequenza di cancellazioni e spostamenti, aveva riassunto la situazione a modo suo: "Ma che succede? Qui stanno licenziando tutti". Sembrava solo una battuta, ma forse non lo era. Tra i primi a farne le spese sono stati Carolina Di Domenico e Pierluigi Ferrantini. Rock and Roll Circus, uno dei programmi musicali più riconoscibili, è stato cancellato dopo tredici anni senza preavviso adducendo ragioni di budget. "Un vero e proprio fulmine a ciel sereno", lo definì Ferrantini. Che aggiunse: "La questione è capire chi ne paga le conseguenze e come vengono allocati i budget". Oggi Ferrantini e Di Domenico sono passati a Radio Capital. Poi c’è il caso che ha fatto più rumore, quello di Caterpillar. Massimo Cirri il programma lo aveva fondato trent’anni fa, il ridimensionamento era cominciato già nella scorsa stagione, quando era stato spostato dalla fascia delle 18 per lasciare spazio a Matti da legare con Belén Rodriguez. Un esperimento che, però, è durato una sola stagione: Rodriguez non risulterebbe riconfermata nel nuovo palinsesto e Matti da legare dovrebbe chiudere, mentre la fascia delle 18 passerebbe ora ad Andrea Delogu e Mario Benedetto.
A Caterpillar arrivano Filippo Solibello e Cinzia Bancone
A luglio Cirri ha deciso di andarsene e non ha usato giri di parole, definendo la direzione di Radio2 "da sempre palesemente ostile" e raccontando che Sara Zambotti era stata "molto incentivata a lasciare Radio 2" per evitare di essere "grigliata dall’apparato". A Repubblica era stato ancora più esplicito: "La linea oggi è filogovernativa". Secondo Cirri, il modo di fare servizio pubblico rappresentato da Caterpillar "non ha spazio di cittadinanza nella Rai dell’era Meloni". E ha chiosato: "Lavorare nella Rai di Meloni è complicato, troppo complicato". Caterpillar, però, non dovrebbe chiudere.
Nel palinsesto che abbiamo potuto visionare resterebbe alle 19.45 ma cambierebbe completamente conduzione: Filippo Solibello e Cinzia Bancone, con Maya Giudici, prenderebbero il posto di Cirri e Zambotti. Solibello non può essere però accostato alla destra: è uno dei volti storici di Caterpillar, dove entrò nel ’97, e nel 2011 presentò anche Milano Libera Tutti, manifestazione alla quale parteciparono Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Zambotti, invece, lascia Radio2 ma non la Rai: passa a Radio3, dove avrà un programma quotidiano tutto suo, anche se appare una sorta di “asilo politico”.
Chi resta e chi va via: come sono stati redistribuiti gli spazi
Ma per capire cosa sta succedendo a Radio2 non basta guardare chi se ne va. Bisogna vedere anche come vengono redistribuiti gli spazi. Silvia Boschero, giornalista e conduttrice musicale con una lunga carriera nella radio e nella stampa specializzata, perderebbe lo spazio feriale conquistato nella programmazione estiva di Radio2 Music Room per tornare al weekend, mentre la fascia quotidiana del programma, come nella scorsa stagione, resterebbe all’ex Miss Italia Manila Nazzaro e Julian Borghesan. Alle 15.35 arriverebbe invece Elenoire Casalegno con Casa Radio2, un ritorno per la compagna di Matteo Pandini, storico portavoce e capo ufficio stampa di Matteo Salvini, oggi direttore della comunicazione di Enav. Alle 16 partirebbe Generazione Radio2 con Federico Vespa, figlio di Bruno e dell’ex magistrata Augusta Iannini, che passerebbe a una fascia pomeridiana e quotidiana molto più centrale rispetto a quella serale delle 22 occupata in precedenza, insieme a Barty Colucci e Camilla Ferranti, che ha una storia che incrociò la politica e la Rai nel caso Berlusconi-Saccà del 2007-2008. Nelle carte dell’inchiesta Ferranti risultava, secondo i magistrati, "segnalata da Berlusconi" per un ruolo in Incantesimo. Lei stessa raccontò di conoscere il Cavaliere e spiegò che suo padre era uno dei medici di Silvio Berlusconi.
C’è poi Andrea Perroni che lascia del tutto: "Dopo quasi 18 anni, a settembre non tornerò a Rai Radio2", ha annunciato. Sedici stagioni, tremila puntate e una lunga storia a Via Asiago. Il ridimensionamento era cominciato a gennaio, quando A qualcuno piace Radio2, condotto con Diletta Parlangeli, era stato spostato dal pomeriggio feriale alla mattina del weekend. Parlangeli dovrebbe entrare in Radio2 Stai Serena con Serena Bortone e Massimo Cervelli. Federica Elmi, altra professionista con una lunga esperienza radiofonica, perderebbe invece Chiamami Radio2: rimarrebbero Agostino Penna e Antonella Boralevi ed entrerebbe Alma Manera. E secondo le nostre anticipazioni Savino Zaba, voce e volto storico Rai, dovrebbe rimanere fuori. Così come Noemi Serracini, che è a Radio2 dal 2022 e nella programmazione estiva sta conducendo Radio2 estate da matti.
Alle 18 dovrebbe arrivare Radio2 Red Carpet con Andrea Delogu e Mario Benedetto. Il giornalista e docente alla Luiss, ha diverse esperienze radiofoniche ma tutte maturate negli ultimi due anni, mentre tra il 2022 e il 2023 era stato consigliere presso il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio, incarico iniziato durante il governo Draghi e proseguito sotto il governo Meloni. In quel periodo definì la prima manovra del governo Meloni "importante e ben fatta".
In seguito, alle 21, Chiamami Radio2 dovrebbe ripartire con Agostino Penna, Alma Manera e Antonella Boralevi. Quest’ultima, ultimamente, ha dedicato diversi articoli a Giorgia Meloni, esprimendo in più occasioni giudizi positivi sulla premier e su alcune scelte del suo Governo. Ancora più frequenti sembrano gli incroci di Penna con il mondo di Fratelli d’Italia: si è esibito in diverse iniziative riconducibili all’area del partito, compreso un evento elettorale al quale era presente Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di FdI e sorella della presidente del Consiglio, oltre che in un evento politico natalizio al Piper di Roma promosso da esponenti di Fratelli d’Italia.
La strana coppia Castaldo-Angelozzi e alla fine arriva pure Insegno
Alle 22 dovrebbe poi formarsi una coppia che, guardando i curriculum, colpisce particolarmente per sbilanciamento: Gino Castaldo e Nicol Angelozzi. Da una parte uno dei critici musicali italiani più conosciuti e apprezzati, firma di Repubblica, con oltre quarant’anni di giornalismo alle spalle. Dall’altra Angelozzi, classe 2001, con un curriculum professionale ancora piuttosto scarno e costruito soprattutto come attrice: formazione in scuole e workshop di recitazione, la serie RaiPlay Confusi, Nei tuoi panni e Due cuori due capanne. E un’esperienza radiofonica recentissima: nel 2025 conduceva Io sono questa musica su Giornale Radio con Chicco Testa prima di approdare a Radio2 nel 2026 e, nel giro di pochi mesi, arrivare ad affiancare Castaldo. Ma chi è Nicol? È figlia di Guido Angelozzi, uno dei dirigenti sportivi più conosciuti del calcio, fra Sassuolo, Cagliari, Frosinone e Spezia.
Tra le anticipazioni che abbiamo raccolto ce n’è poi un’altra particolarmente significativa: Pino Insegno dovrebbe sbarcare su Radio2 con un appuntamento settimanale serale dedicato al cinema. Insegno, inutile ricordarlo, è strettamente legato a Giorgia Meloni da una solida amicizia, come ha raccontato lui stesso, e fu il presentatore sul palco della chiusura della campagna elettorale che pochi giorni dopo avrebbe portato Meloni a Palazzo Chigi. C’è infine Ema Stokholma, che resterebbe con Luca Barbarossa a Radio2 Social Club e che, secondo le nostre informazioni, dovrebbe affiancare anche Lillo e Greg a 610.
Radio1, fuori Geppi Cucciari e dentro Nancy Brilli
Su Radio1 la trasformazione appare meno radicale, ma gli avvicendamenti che fanno discutere non mancano. Geppi Cucciari non torna a Un giorno da pecora dopo undici anni e circa duemila puntate. Si era temporaneamente fermata durante la scorsa stagione per lavorare al film Perfetta e al suo posto, accanto a Giorgio Lauro, era arrivata Nancy Brilli, che manterrà il suo ruolo. Brilli, che Giorgia Meloni segue su Instagram ed è fra i soli 55 profili a meritare la sua attenzione, dopo che l’attrice aveva dichiarato della premier: "Mi piace moltissimo, è una donna tutta d’un pezzo. Mi piace questa fierezza che vorrei vedere in tutte".
Ma non sarebbe l’unica novità. Claudia Conte, già conduttrice di L’ora legale, dovrebbe guadagnare una nuova collocazione mattutina con L’impronta, programma dedicato al benessere degli animali. Conte, lo ricordiamo, aveva dichiarato pubblicamente di avere avuto una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ed era stata nominata nel febbraio scorso consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza e il degrado delle periferie. Il ministro ha escluso che dietro gli incarichi della conduttrice ci siano stati favoritismi, ma dubbi e richieste di chiarimenti proseguono.
Dovrebbe inoltre arrivare La scelta, nuovo programma affidato a Luigi Crespi e Francesca Capannolo. Il nome di Crespi riporta alla storia del centrodestra: sondaggista e stratega della comunicazione di Berlusconi, fu tra gli artefici del celebre “contratto con gli italiani” del 2001 e negli ultimi tempi ha collaborato con Radio1 come opinionista di Zapping. C’è infine Pietrangelo Buttafuoco, che non è stato riconfermato con Lupus in fabula. Un’uscita arrivata dopo lo scontro tra il presidente della Biennale e il governo sulla riapertura del padiglione russo alla Biennale d’Arte. Ora passerà a Radio InBlu2000, l’emittente della Cei.
Radio3, la “riserva indiana”
Se Radio2 è il laboratorio del cambiamento e Radio1 fa registrare pochi scossoni ma ben assestati, Radio3 sembra vivere in un’altra Rai. Una sorta di “riserva indiana” dove alcuni fuoriusciti dalle varie reti trovano “asilo politico” o dove sembrano rimanere sacche di “resistenza”. A dirigerla c’è Simona Sala, già direttrice di Radio2 e del Tg3. Nel nuovo palinsesto dovrebbero rimanere Pietro Del Soldà a Tutta la città ne parla, Tommaso Giartosio a Fahrenheit, Roberto Zichittella a Radio3 Mondo, Marco Motta a Radio3 Scienza, Luca Damiani tra le voci di Sei gradi, Valerio Corzani con L’idealista, Sara Sanzi con Il Tuffo, Attilio Scarpellini, Valentina Lo Surdo, Hollywood Party e la struttura di Radio3 Suite.
A Pagina 3 resterebbe tra i conduttori Nicola Lagioia, scrittore e già direttore del Salone internazionale del Libro di Torino. Anche il weekend dovrebbe conservare buona parte della fisionomia della rete, con lo scrittore Paolo Di Paolo, La lingua batte, Lezioni di musica, I concerti del Quirinale, Susanna Tartaro, Fahrenheit, Body and Soul, Hollywood Party e Radio3 Suite. Qualche novità dovrebbe esserci anche a Prima Pagina, la storica rassegna stampa della rete affidata a rotazione a giornalisti di diverse testate. Secondo quanto risulta a Fanpage, nella nuova rotazione dovrebbero trovare spazio Cinzia Sciuto, direttrice di MicroMega, il giornalista Luca Bottura e Luca Bagnariol di Scomodo: tutti e tre hanno già fatto il loro debutto alla conduzione nel corso del 2026.
Stabili sarebbero poi altri nomi che contribuiscono all’identità culturale progressista della rete. Il giornalista Stefano Feltri, ex vicedirettore del Fatto Quotidiano ed ex direttore di Domani, dovrebbe continuare a condurre Revolution, appuntamento quotidiano di dieci minuti nella fascia delle 19.45. Sara Zambotti, passata da Radio2 a Radio3, avrà invece un programma quotidiano tutto suo, come ha già annunciato sui social. Si chiamerà Sancho e dovrebbe andare in onda dal lunedì al venerdì alle 14, occupandosi di società civile, volontariato, ambiente e salute. Insomma, se un mese fa ci lasciava Massimiliano Cencelli, questi palinsesti confermano che il suo manuale è più vivo che mai.