L’Usigrai attacca i vertici Rai sul caso Caterpillar: “Danno fastidio le campagne per Giulio Regeni”

Dopo lo sfogo social del conduttore e ideatore Massimo Cirri, che aveva denunciato il silenzio dei vertici Rai sul rinnovo di Caterpillar per la prossima stagione, l’Esecutivo Usigrai è intervenuto con una nota contro la dirigenza di Viale Mazzini. Nonostante la smentita ufficiale diffusa dall'azienda nelle scorse ore, che aveva definito "priva di fondamento" l'ipotesi di una cancellazione del format dai palinsesti autunnali, il sindacato dei giornalisti ha sollevato accuse sulla gestione del programma, legandola alle storiche battaglie sociali portate avanti in radio in questi tre decenni.
La nota del sindacato: "Danno fastidio le battaglie civili"
Secondo l'Usigrai, l'atteggiamento della dirigenza nei confronti di una trasmissione storica come Caterpillar, in onda dal 1997, rientrerebbe in una strategia più ampia volta a modificare gli equilibri editoriali della radio e della tv di Stato. Nel comunicato si legge una critica esplicita all'attuale linea di gestione: "Forse a questo vertice aziendale, impegnato a cambiare la narrazione del Servizio Pubblico danno fastidio le campagne di Caterpillar: su tutte, quella per avere verità e giustizia sulla morte di Giulio Regeni". Il sindacato sottolinea come la trasmissione sia stata progressivamente depotenziata già nel corso dell'ultima stagione, durante la quale ha subito una drastica riduzione della durata complessiva e uno spostamento dell'orario di inizio, posticipato dalle 18:00 alle 19:45. Un trattamento considerato irrispettoso per la storia di un format capace di ideare iniziative dal forte impatto sociale come "M’illumino di Meno", diventata poi per legge dello Stato la Giornata nazionale del risparmio energetico.
L'allarme sui palinsesti e la linea editoriale
La presa di posizione dell'Usigrai arriva in un momento cruciale, proprio mentre il Consiglio di Amministrazione della Rai è riunito per definire e blindare i palinsesti televisivi e radiofonici che verranno presentati ufficialmente il prossimo 3 luglio ad Ancona. Per il sindacato, l'incertezza comunicata a ridosso dell'ultima puntata stagionale rappresenta un segnale d'allarme per l'autonomia dei dipendenti e dei collaboratori dell'azienda. "Smontato un pezzo alla volta, nel Servizio Pubblico rimarranno solo conduttori e autori funzionali alla narrazione gradita a Palazzo Chigi", conclude la nota dell'Esecutivo, lanciando un monito sul futuro economico e professionale dell'azienda: "Il conto da pagare, prima o poi, verrà però recapitato ai dipendenti".