video suggerito
video suggerito
Opinioni

L’omaggio a Gino Paoli di Pierluigi Diaco sparisce in una domenica sera qualunque

Il ricordo messo su in fretta e furia a pochi giorni dalla morte di Paoli è un disastro di ascolti, con Rai2 rete meno vista della serata. Ma addossare le colpe al conduttore sarebbe ingeneroso, questo speciale è il simbolo di una ferita gigantesca che la Rai si è inflitta da sola: vedi l’omaggio a Gino Paoli e non puoi non pensare a quello di Fazio per Ornella Vanoni.
A cura di Andrea Parrella
0 CONDIVISIONI
Immagine

Il ricordo di chi non c'è più è cosa delicata. Serve un equilibrio impeccabile tra enfasi e leggerezza per rendere omaggio a un personaggio scomparso, specie se il personaggio in questione è Gino Paoli, che forse sarebbe inorridito davanti all'idea di una serata in suo onore in televisione a pochi giorni dalla morte.

Quello messo su in fretta e furia su Rai2 per ricordare Gino Paoli è un prodotto che finisce per essere il contrario di ciò che avrebbe voluto. Una serata organizzata con un'urgenza incomprensibile che ottiene l'effetto di sparire, letteralmente, nella proposta di palinsesto della serata: Per Sempre Gino intrattiene 510.000 spettatori, 3.2% di share, alle spalle di qualsiasi proposta generalista, compresi i film in replica (gli ascolti della serata).

Tutta colpa di Pierluigi Diaco? Sì, è vero, il conduttore non è mai stato un campione di simpatia, lo speciale è stato organizzato con un'urgenza insensata e dai risultati imbarazzanti e credere di poter creare l'impalcatura dell'omaggio a un mito della musica con una manciata di sgabelli, altrettanti ospiti e un pianoforte in studio, col solo supporto delle preziose teche Rai, è un esercizio di presunzione. Tuttavia addossare a Diaco ogni responsabilità sarebbe ingeneroso.

Lo speciale dedicato a Gino Paoli, più che valorizzare la Rai, contribuisce semmai a mostrarne mancanza, l'essere priva di un volto che sappia portare il peso di un ricordo di questo tipo, di qualcuno che abbia il gusto e la destrezza narrativa per potere guidare un'iniziativa delicata come quella di evocare uno dei più grandi cantautori della storia di questo Paese, scomparso pochi giorni prima. Vedi l'omaggio a Gino Paoli e non puoi non pensare a quello di Fazio per Ornella Vanoni di alcune settimane fa. Il vuoto è tutto qui ed è un vuoto che la Rai si è scavata da sola, impoverendosi. Lo ripeteremo ogni volta che questo clamoroso autogol mostrerà i suoi effetti.

0 CONDIVISIONI
Immagine
"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views