
Il ricordo di chi non c'è più è cosa delicata. Serve un equilibrio impeccabile tra enfasi e leggerezza per rendere omaggio a un personaggio scomparso, specie se il personaggio in questione è Gino Paoli, che forse sarebbe inorridito davanti all'idea di una serata in suo onore in televisione a pochi giorni dalla morte.
Quello messo su in fretta e furia su Rai2 per ricordare Gino Paoli è un prodotto che finisce per essere il contrario di ciò che avrebbe voluto. Una serata organizzata con un'urgenza incomprensibile che ottiene l'effetto di sparire, letteralmente, nella proposta di palinsesto della serata: Per Sempre Gino intrattiene 510.000 spettatori, 3.2% di share, alle spalle di qualsiasi proposta generalista, compresi i film in replica (gli ascolti della serata).
Tutta colpa di Pierluigi Diaco? Sì, è vero, il conduttore non è mai stato un campione di simpatia, lo speciale è stato organizzato con un'urgenza insensata e dai risultati imbarazzanti e credere di poter creare l'impalcatura dell'omaggio a un mito della musica con una manciata di sgabelli, altrettanti ospiti e un pianoforte in studio, col solo supporto delle preziose teche Rai, è un esercizio di presunzione. Tuttavia addossare a Diaco ogni responsabilità sarebbe ingeneroso.
Lo speciale dedicato a Gino Paoli, più che valorizzare la Rai, contribuisce semmai a mostrarne mancanza, l'essere priva di un volto che sappia portare il peso di un ricordo di questo tipo, di qualcuno che abbia il gusto e la destrezza narrativa per potere guidare un'iniziativa delicata come quella di evocare uno dei più grandi cantautori della storia di questo Paese, scomparso pochi giorni prima. Vedi l'omaggio a Gino Paoli e non puoi non pensare a quello di Fazio per Ornella Vanoni di alcune settimane fa. Il vuoto è tutto qui ed è un vuoto che la Rai si è scavata da sola, impoverendosi. Lo ripeteremo ogni volta che questo clamoroso autogol mostrerà i suoi effetti.