“Leggeteveli i verbali”, “Li leggiamo anche noi”: perché Roberta Bruzzone potrebbe lasciare Ore 14 dopo lo scontro con Milo Infante

"Leggeteveli i verbali". Questa è la frase pronunciata da Roberta Bruzzone nel pomeriggio di ieri, a Ore 14, durante il blocco dedicato al caso Garlasco. "I verbali li leggiamo anche noi", è stata la risposta muscolare di Milo Infante. Il fatto che la criminologa abbia sempre avuto convinzioni granitiche sul caso che ormai si è riaperto, non è un mistero.
In un talk show, posizioni contrapposte sono la regola. Il gioco delle parti è scritto nella scaletta: esperti che si scontrano, opinioni diverse che si confrontano, il pubblico a casa che assiste al dibattito. Ma ieri qualcosa è andato oltre. E ora, alla luce del messaggio social pubblicato da Bruzzone poche ore dopo, quello scambio assume un significato completamente diverso.
Lo scambio che ha gelato lo studio
Il caso Garlasco si è riaperto, e Roberta Bruzzone ha sempre avuto convinzioni ferme su questa vicenda. Non è un mistero per chi segue il programma. La criminologa non ha mai nascosto la sua posizione, sostenendola con il rigore scientifico che la contraddistingue. Ma ieri, durante il blocco dedicato al caso, qualcosa si è rotto.
"Leggeteveli i verbali", dice Bruzzone. Non è un invito. È un'affermazione che sottintende altro: che forse quei verbali non vengono letti abbastanza, che forse si parla senza conoscere a fondo gli atti. La risposta di Milo Infante arriva immediata, quasi piccata: "I verbali li leggiamo anche noi, non è che li legge solo la dottoressa Bruzzone". Due professionisti che si fronteggiano, ciascuno rivendicando la propria competenza.
Il messaggio social che ora assume un nuovo significato
Il giorno dopo, Roberta Bruzzone pubblica un lungo messaggio sui social. A prima vista sembra un semplice ringraziamento ai fan del suo programma Nella Mente di Narciso, andato in onda proprio dopo Ore 14 Sera, nella quale lei è stata stranamente assente. Così come nella puntata di oggi pomeriggio. Ma letto alla luce di quanto accaduto in studio, quel post diventa qualcosa di molto diverso: una dichiarazione d'intenti, un manifesto, forse anche un atto d'accusa.
"Ho maturato una decisione molto chiara: voglio impegnarmi solo in spazi dove ho il pieno controllo sui contenuti, sulla loro affidabilità, sulla loro qualità scientifica", scrive. E ancora: "Nella Mente di Narciso non è un programma costruito, qui sono bandite le opinioni destituite di fondamento scientifico". Quel "non è un programma costruito" risuona come un campanello d'allarme. Perché se c'è un programma che non è "costruito" in un certo modo, significa che ce ne sono altri che lo sono. E il contrasto implicito è fin troppo evidente.
"Voglio il pieno controllo": la scelta di Roberta
Quando un follower le chiede esplicitamente cosa succederà con Ore 14, la risposta di Bruzzone è lapidaria: "Scelte doverose. Spiegherò meglio quando verrà il momento". Quell'aggettivo, "doverose", pesa come un macigno. Non sono scelte opportune, convenienti o strategiche. Sono doverose. Come qualcosa che non può essere evitato, che risponde a un'esigenza di coerenza professionale e personale.
La criminologa parla di essere giunta "a questo punto della carriera". Non è più il momento di accettare compromessi, di adattarsi a format che non rispecchiano pienamente i suoi standard. Il controllo sui contenuti non è un vezzo, è una necessità professionale per chi fa della precisione scientifica il proprio marchio di fabbrica.
"Concentrarmi su ciò che davvero merita di essere divulgato: informazione corretta, strumenti utili, analisi serie", prosegue nel suo messaggio. E qui si capisce che la rottura potrebbe essere inevitabile. Ore 14 potrebbe continuare senza di lei. E lei continuerebbe senza Ore 14. Due strade che si separano, con reciproco rispetto professionale ma con la consapevolezza che, a volte, le visioni sono troppo distanti per continuare a camminare insieme.