“I Cesaroni 8 non credo si farà”, Claudio Amendola per la prima volta esclude un ritorno della serie
Claudio Amendola premio alla carriera del Nuovo Imaie al Festival di Venezia 2026. L'attore è arrivato in Laguna e ha parlato con la stampa dopo aver ricevuto il premio per una carriera che ormai dura da 44 anni. Superguida Tv lo ha avvicinato per chiedergli del futuro de I Cesaroni: "Sono un pezzo di vita, sono stati un enorme successo. È stata una bella esperienza, potevamo tutti credo fare meglio, però è stato meraviglioso farlo, ritrovare tutti. Ho avuto anche un enorme riscontro da parte del pubblico, io sono molto fiero e contento". E in merito alla possibilità di una nuova stagione per la prima volta fuga qualsiasi dubbio: "No, non credo".
I Cesaroni 8 non ci saranno: è sfumato Netflix
Cambia il registro rispetto alle dichiarazioni rilasciate a giugno 2026, quando I Cesaroni – Il ritorno era arrivato su Netflix. Intervistato dall'ANSA, disse che la serie aveva finalmente ricevuto "lo spazio che merita", spiegando che molti giovani avevano già scoperto proprio lì le vecchie stagioni. Poi, aveva aperto alla possibilità di un percorso alternativo a Canale 5 per una successiva stagione proprio con la nota piattaforma in streaming: "Ne stiamo parlando". Quindi a giugno non soltanto non escludeva l'ottava stagione: la possibilità concreta di farla con Netflix era apertamente sul tavolo.
La settima stagione è tornata su Canale 5 il 13 aprile 2026, dopo circa dodici anni dall'ultima stagione. L'operazione nostalgia sembrava inizialmente riuscitissima. La prima puntata ha raccolto 3.486.000 spettatori e il 22,6% di share, risultando prima assoluta nella serata. Mediaset aveva sottolineato anche i picchi superiori a 6,1 milioni e il 40% sul pubblico 15-34. Poi sono andati progressivamente a scemare. Il punto più basso è stato quindi il 18 maggio: 2,301 milioni e appena il 16,9%. È proprio quel dato ad aver fatto scattare la narrazione del flop.
I motivi del flop: l'orario di inizio e chiusura della prima serata
Però non tutti hanno attribuito il calo esclusivamente alla qualità della serie. La fiction inizialmente veniva trasmessa con due episodi per sera e, soprattutto, partiva molto tardi. Dopo il grande debutto, dal 4 maggio Mediaset cambiò strategia: un solo episodio a settimana, collocato dopo La Ruota della Fortuna, quindi con inizio intorno alle 22:00. Ci fu una minima risalita, ma il trend tornò negativo nelle settimane successive.
L'orario è sempre rimasto il vero nodo di questa operazione malriuscita, nel senso: I Cesaroni avevano un pubblico giovane e familiare che non necessariamente poteva aspettare le 22.00/22.30 per vedere la fiction e soprattutto non poteva fare così tardi, soprattutto in un giorno infrasettimanale. Claudio Amendola stesso ha sostenuto questa spiegazione. A Fanpage aveva detto che molti ragazzi la mattina devono andare a scuola e che, perdendo il figlio, si rischiava di perdere anche il genitore che avrebbe guardato la puntata con lui.
E aggiunse un altro elemento: secondo lui la serie aveva perso alcune delle sue colonne storiche. Elena Sofia Ricci, Alessandra Mastronardi e Max Tortora non erano tornati. Da qui, spiegò che non si poteva pretendere che il pubblico si era sentito smarrito di fronte una serie che aveva perso una parte consistente dei personaggi che ne aveva costruito il successo non c'è più.
La differenza de I Cesaroni su tv lineare e piattaforma
E c'è anche un altro punto, quello della distinzione di pubblico tra tv lineare e piattaforma. A Fanpage ha raccontato che la prima puntata avrebbe raggiunto circa 700 mila visualizzazioni su Infinity nel fine settimana, sottolineando che il pubblico giovane poteva recuperare la serie sulla piattaforma. E a giugno, intervistato dall'ANSA, è stato ancora più netto: secondo lui i numeri importanti erano quelli di Infinity, che definiva "pazzeschi", senza contare quelli che sarebbero arrivati con Netflix. Il finale della settima stagione non chiudeva definitivamente le vicende, quindi si era rimasti possibilisti. Fino a oggi, stando alle ultime dichiarazioni arrivate dalla Mostra del cinema di Venezia.