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Verissimo 2025/2026

Gemma Galgani si è “sentita fidanzata”: Mario Lentini dice a Verissimo che non la ama, ma lei capisce il contrario

Gemma Galgani, a Veríssimo, riesce in un’impresa epica: trasformare il no – chiarissimo – di Mario Lentini nel fazzoletto di terra nel quale piazzare la bandierina del checkpoint necessaria a far ripartire le caccia. Speriamo lo faccia solo affinché la lucina rossa della telecamera possa continuare a restare accesa.
A cura di Stefania Rocco
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Gemma, fai un lungo respiro e poi ripeti insieme a me: Mario non intende sposarti. Non oggi, non domani, non “in un format dell’amicizia”, non tra le righe. Non intende. Ha detto no. È quest’ultima la traduzione più immediata delle parole che Mario Lentini – ultima crush della nostra Bridget Jones – ha rilasciato a Verissimo.

Ma proprio nello studio della trasmissione di Silvia Toffanin, l’indiscussa protagonista del trono over di Uomini e Donne riesce in un’impresa senza precedenti: trasformare una dichiarazione di non-amore in un punto interrogativo romantico. Forse, addirittura in una promessa di matrimonio. Mario parla con una chiarezza didascalica. Dice che Gemma è innamorata e lui no. Che le vuole bene, ma non come lei vorrebbe. Che l’amore è un’altra cosa. Che lei soffre e lui non vuole illuderla. E poi, probabilmente per alleggerire, quella frase infelice ma chiarissima: “Se esistesse il programma dell’amicizia, la sposerei”.

Fine. Su queste frasi dalla chiarezza indiscutibile perfino il più ingenuo tra gli innamorati calerebbe il sipario.

Non Gemma Galgani.

Seduta davanti alla conduttrice, Gemma ascolta e sente tutt’altro. “Mi sento fidanzata”, si lancia. E poi la dichiarazione di intenti di fronte alla quale Lentini farebbe meglio a fare un biglietto aereo di sola andata per la Lapponia.

Ha lasciato la porta socchiusa e io sono già dietro la porta”. 

E la conduttrice, lungi dal riportarla – per il suo bene – con i piedi per terra, addirittura la incoraggia. Invece di chiederle cosa pensi delle parole – chiarissime – con le quali si è espresso l’uomo, le chiede: “Tu che lo conosci, che cosa leggi tra le righe?”.

Ma perché mai, buon Dio, dovrebbe leggere tra le righe se le parole che Mario pronuncia, riga dopo riga, sono così precise? Non ci sono sottotesti da cercare: era un no. Perché accompagnarla, sospingerla addirittura, verso l’illusione che Lentini dica una cosa per sottintenderne un’altra? I maschi sono animali sociali semplici. A significa A. B sempre B.

Non ha lasciato alcuna porta socchiusa, solo quel masochistico punto interrogativo finale (su invito implicito di Toffanin, che gli chiedeva se ci fosse almeno un minuscolo lumicino di speranza) solo per uscirne senza passare per crudele. Avesse immaginato che proprio quel punto interrogativo sarebbe diventato il terreno dentro il quale Gemma avrebbe piazzato la bandierina del checkpoint dalla quale far ripartire la caccia, Lentini avrebbe abbandonato lo studio di corsa senza rispondere a quella domanda-trappola.

E invece ha risposto, suo malgrado. E lo ha fatto dicendo l’unica cosa che non doveva dire. Quella che Galgani utilizzerà per giustificare i prossimi mesi di lamentele a centro studio, di lacrime asciugate furtivamente (ma non così in fretta da non dare il tempo alla telecamera di riprenderle) di fronte ai baci di Mario con altre dame. E la tv continuerà a raccontarci l’epopea di questa donna innamorata, che funziona – televisivamente parlando – solo finché spera invano.

Speriamo allora che Gemma ne sia consapevole. Che stia solo fingendo di non sentire parole che, se prese sul serio, dovrebbero mettere fine a questo suicidio assistito sentimentale. Che stia semplicemente cavalcando l’ennesima dinamica necessaria a restare al centro della scena. Auguriamoci che quel rifiuto lo abbia capito benissimo e che lo stia usando come grimaldello per ripartire, per impedire che sulla sua figura cali il silenzio. Perché il silenzio, in televisione, è l’unica vera sconfitta. E spegnerebbe quella lucina rossa che, più o meno quindici anni fa, Gemma Galgani ha davvero sposato.

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Giornalista dal 2016, area Spettacolo. Scrivo prevalentemente di televisione. Collaboratrice di QBR Magazine dal 2007, poi diventato Ciaopeople Magazine e infine Fanpage.it. Autrice del caso "Prati/Caltagirone" seguito su Fanpage.it.
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