Filorosso, scontro tra Monteleone e Grossi sul servizio del testimone di Garlasco

Il debutto di Antonino Monteleone alla guida di Filorosso, la prima serata del lunedì su Rai 3, sarebbe già stato segnato da una frattura interna. Stando a quanto rivela Dagospia, nella redazione del programma si respira aria pesante dopo la messa in onda del servizio sul presunto super testimone del delitto di Garlasco, una vicenda poi smontata dai fatti. Al centro della tensione ci sarebbe un confronto serrato tra Monteleone e la co-conduttrice Adele Grossi.
La discussione dietro le quinte
Secondo la ricostruzione del sito di Roberto D'Agostino, Grossi avrebbe contestato al collega il modo in cui è stata gestita la scelta editoriale del servizio incriminato. La giornalista, arrivata al fianco dell'ex Iena per questa quinta edizione del programma, avrebbe chiesto maggiore condivisione nelle decisioni che riguardano cosa mandare in onda. Un confronto che, nelle parole della fonte, sarebbe stato tutt'altro che morbido.
La posta in gioco non è secondaria. Monteleone arriva a Filorosso dopo due prove poco fortunate in prima serata, L'Altra Italia e Linea di Confine, e la nuova collocazione viene chiaramente letta come un banco di prova in vista del palinsesto della prossima stagione. Per lui, infatti, potrebbero aprirsi le porte della prima serata con Far West, il programma lasciato da Salvo Sottile che ha ereditato Ore 14 dopo l'uscita di Milo Infante dalla Rai.
Il servizio finito sotto accusa
A innescare il malumore sarebbe stato il servizio andato in onda lunedì 15 giugno, nella puntata d'esordio. Il programma aveva trasmesso, in forma anonima, le dichiarazioni di un uomo che sosteneva di aver visto la mattina del 13 agosto 2007 una ragazza bionda in bicicletta nei pressi della casa di Chiara Poggi. Una testimonianza che puntava il dito, ancora una volta, contro le cugine della vittima.
Il problema è che quel racconto non regge. Si tratta di Massimo Mattiuz, l'ennesimo testimone tardivo del caso Garlasco. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano avevano già verificato la sua versione e l'avevano giudicata inattendibile: in un verbale del 27 aprile 2026 si legge che le sue dichiarazioni non hanno trovato conferma e che i tabulati di cella acquisiti all'epoca dimostrerebbero come Mattiuz non si trovasse affatto a Garlasco quella mattina. Tradotto: il presunto testimone oculare non era sul posto nel giorno e nell'ora che racconta.
La querela e l'affondo dei legali Cappa
Il passaggio televisivo ha avuto conseguenze concrete. La difesa di Stefania Cappa ha presentato querela nei confronti di Mattiuz e l'avvocata Valeria Mettica ha attaccato senza mezzi termini chi ha dato spazio a quella versione. Parlando a Fanpage.it, la legale ha definito il suo assistito un caso di "mitomane" e ha rivolto una stoccata diretta ai cronisti: "Stupisce che i giornalisti, che pure sostengono di aver ‘spulciato' gli atti, non se ne siano accorti, così fungendo da cassa di risonanza per notizie false e diffamatorie".
Plausibile, dunque, che in una riunione di redazione tutto questo possa essere stato oggetto di uno scontro.