Irene Guglielmi di Amici 3: “Niente autotune ai miei tempi. Ci davano 500 euro, i soldi veri arrivarono con Costanzo”
Dall'Isola d'Elba al serale di Amici 2003-2004, fino al salotto di Buona Domenica al fianco di Maurizio Costanzo. Irene Guglielmi è stata uno dei volti simbolo delle prime stagioni del talent show di Canale 5, un'epoca in cui i concorrenti si scontravano a colpi di canto, ballo e recitazione senza scorciatoie tecniche. Oggi performer e direttrice artistica, la cantante si riavvolge il nastro della sua carriera in un'intervista a Fanpage.it. Dalle rigide regole di convivenza nel residence di Cinecittà all'inaspettata vicinanza di Maria De Filippi durante un momento critico del serale ("Restò in palestra a provare con me la coreografia per 40 minuti"), passando per il netto cambio di passo economico vissuto sotto l'ala di Maurizio Costanzo. E sull'evoluzione del format: "Ai nostri tempi non avevamo alcun tipo di ausilio tecnico. Oggi vedo performance molto artefatte".
Raccontaci come sei arrivata in Tv.
Avevo 19 anni e venivo dall'Isola d'Elba, da un paesino di soli 3mila abitanti. Non ero mai stata in contesti del genere, nonostante studiassi canto fin da bambina grazie ai miei genitori, che si accorsero subito della mia sensibilità per la musica. Loro mi spinsero a partecipare a provini e concorsi, a 11 anni vinsi il Giamburrasca con Rita Pavone.
La tua è stata la prima edizione a chiamarsi "Amici", la terza dall'inizio del programma.
Noi delle prime quattro edizioni siamo stati sempre molto uniti e a stretto contatto, perché abbiamo lavorato insieme in televisione per diversi anni e manteniamo i rapporti ancora oggi.
Come si è svolto il percorso di selezione?
Un'estate partecipai ai provini arrivando avanti, ma senza passare. In seguito frequentai uno stage a Praiano con quasi tutti i professori dello show: Luca Pitteri, Garrison, Maura Paparo e Fioretta Mari. Allora la selezione valutava la preparazione completa su canto, ballo e recitazione. Durante lo stage la mia esecuzione vocale li colpì molto e credo che i docenti abbiano speso una buona parola con Maria De Filippi. Venni scelta per le sfide a neanche un mese dall'inizio del programma: sfidai la titolare Morena, vinsi ed entrai ufficialmente nella scuola tra fine ottobre e primi di novembre.
In quali aspetti ritieni che il programma sia cambiato di più?
Una delle mie attuali ballerine, Asia Bigolin, ha partecipato ad Amici qualche anno fa. Parlando con lei e analizzando le esibizioni attuali, mi rendo conto che ai nostri tempi non avevamo alcun tipo di ausilio tecnico: quando cantavamo c'era al massimo un leggero riverbero per ammorbidire il timbro ed eravamo in tuta anche ai serali. Oggi vedo performance molto artefatte. Asia mi ha raccontato che, durante la sua edizione, una concorrente prese una stecca evidente durante la registrazione in studio; tuttavia, alla messa in onda televisiva, la stecca era stata corretta in post-produzione.
Non credi che questo rispecchi l'evoluzione del mercato discografico?
Oggi anche dal vivo si fa un grande uso della tecnologia, quindi per valutare un artista bisognerebbe ascoltarlo esclusivamente in chiave acustica. Non voglio generalizzare: artisti come Mahmood, Angelina Mango o Marco Mengoni usano l'autotune o gli effetti come scelta stilistica, ma possiedono un talento smisurato. Il problema sorge per molti interpreti della scena trap ed emergente che fanno un uso sistematico della voce artificiale e per i quali non esistono riscontri dal vivo: in quei casi è lecito ipotizzare che vivano esclusivamente di post-produzione.
Come funzionava la convivenza nella scuola ai vostri tempi?
Il primo periodo è stato molto impattante. Durante la fase iniziale vivevamo in un residence sottoposti a regole rigide: non potevamo uscire ed eravamo costantemente sorvegliati. Durante la fase serale introdussero la novità delle due casette posizionate direttamente all'interno dello studio di registrazione a Cinecittà. Chi era destinato alla sfida della settimana doveva dormire da solo all'interno della struttura, studiando canto, ballo e recitazione per tutta la settimana in totale isolamento, con la sola presenza di una telecamera con cui sfogarsi. Eravamo isolati dal mondo dentro gli studi televisivi, un po' come al Grande Fratello.
Nascevano già le prime storie d'amore o dinamiche di gruppo? La produzione interveniva?
Assolutamente sì, tra ragazzi e ragazze della stessa età era naturale che nascessero delle relazioni. Alcune erano pubbliche, altre riservate. Nessuno ci ha mai vietato di avere legami sentimentali. Com'è normale che sia per le dinamiche televisive, quando la produzione notava una storiella cercava di stimolarci a esternarla per creare attenzione nel pubblico, ma è sempre stato tutto gestito in massima libertà.
Che ruolo aveva Maria De Filippi all'epoca?
Non era presente con la frequenza di oggi. Durante l'anno scolastico la vedevamo prevalentemente durante la puntata del weekend, mentre al serale la sua presenza era maggiore. Già allora aveva tante produzioni televisive in corso ed era comprensibile che fosse difficile dedicare tempo continuo a noi ragazzi. Ricordo però un episodio emblematico.
Quale?
Durante il serale, al secondo giorno di prove, la ragazza destinata alla sfida si infortunò. La produzione ci chiese di decidere tra di noi chi avrebbe preso il suo posto. Io, terrorizzata all'idea di poter essere eliminata senza essermi giocata le mie carte in trasmissione, decisi di offrirmi volontaria. Ero svantaggiata perché avevo pochi giorni per preparare i brani ed ero l'unica cantante. Il mattino seguente andai in palestra per la lezione di danza e trovai Maria De Filippi ad aspettarmi. Sorpresa dal mio coraggio nel mettermi in gioco, rimase con me per 40 minuti provando e imparando la coreografia al mio fianco. Visto che i passi erano complessi, ho sempre pensato che quello fu il suo modo per dimostrarmi la sua vicinanza. È un ricordo bellissimo che mantengo di lei.
Cosa è successo dopo la conclusione del programma?
Al termine della terza edizione, mentre diversi ragazzi vennero inseriti nel cast del musical Footloose, io fui l'unica a essere integrata da Maurizio Costanzo nel cast fisso di Buona Domenica e del Maurizio Costanzo Show. Chi è rimasto nell'orbita di Costanzo ha lavorato con lui molto più a lungo rispetto al periodo del talent: con Maria De Filippi il percorso terminava con la trasmissione, mentre con lui siamo stati impegnati per anni tra dirette domenicali, eventi live e musical in tournée.
A livello economico che tipo di impatto ha avuto quell'esperienza?
Ad Amici durante la permanenza nello show veniva riconosciuto solo un rimborso spese, parlo di una cifra inferiore ai 500 euro al mese, che risultava sufficiente considerando che eravamo sempre chiusi nella struttura. I guadagni reali sono arrivati successivamente con le serate. Quando invece ho firmato con Costanzo per Buona Domenica, il Maurizio Costanzo Show e gli eventi correlati, la retribuzione era molto alta. Per una ragazza di vent'anni si trattava di cifre davvero importanti.
Poi non ti abbiamo più vista in Tv. Cos'è successo?
Quell'esperienza è finita quando la conduzione di Buona Domenica è passata da Costanzo a Paola Perego, semplicemente non ci hanno più chiamati. Sul piano psicologico il primo anno è stato complesso perché vivevo a Roma e non avevo la maturità per gestire il calo della visibilità. All'epoca non c'erano i social network e si avevano pochi strumenti a disposizione. Poi è arrivata una svolta: tramite Demo Morselli ho conosciuto Gianni Caltran, che mi ha ingaggiato come cantante per una stagione in Sardegna. Mi sono trasferita in Veneto e lì ho gettato le basi per la mia carriera attuale.
Di cosa ti occupi oggi?
Sono una performer e gestisco un'azienda nel settore dello spettacolo e degli eventi. Svolgo la direzione artistica, organizzo l'intrattenimento per convention aziendali, locali e ricorrenze private, oltre a essere in tour con diversi format dal vivo. Lavoro molto durante tutto l'anno. Se guardo indietro, riconosco che la scintilla iniziale è stata Amici: senza quella vetrina non si sarebbe attivata la catena di opportunità che mi ha portato fino a qui. Molti dei miei ex colleghi purtroppo hanno dovuto cambiare strada, io ho scelto di resettare tutto ripartendo da zero con umiltà.
Hai mai cercato di ritornare in TV?
Di mia iniziativa, non ho mai cercato di rientrarci. L'esperienza giovanile mi aveva lasciato un trauma e, inoltre, mi sono allontanata del tutto quando ho visto la direzione intrapresa dal mercato discografico. Non mi sento rappresentata dalla musica attuale, ho preferito conquistare il mio successo sul campo rimanendo indipendente, senza diventare il prodotto di nessuno.
Quali sono gli aspetti della musica attuale che non condividi?
Trovo incomprensibile la transizione artistica che ci ha portato dai repertori di Mina, Mia Martini o Giorgia alla produzione contemporanea. Salvo rare eccezioni, trovo che manchino la scrittura poetica e il talento vocale. Faccio molta fatica ad apprezzare i generi contemporanei, al punto che da anni non ascolto più la radio.
Però hai sostenuto altri provini televisivi.
Qualche anno fa ho fatto quello per All Together Now su suggerimento di Luca Pitteri, ma non sono stata selezionata. In un'altra occasione, su spinta di mio padre, ho fatto un'audizione a porte chiuse a Milano per X Factor, senza superarla. Sono state le uniche due parentesi, poi mi sono concentrata esclusivamente sulla mia attività professionale.
La tua ex compagna di classe Valeria Monetti ha dichiarato su Fanpage.it che la prima classe è trattata "come un gruppo di fantasmi". Condividi questa percezione?
Non ci ho mai pensato. L'unica riflessione che mi sono posta è stata in occasione di Amici Celebrities: sarebbe stato interessante se Maria De Filippi avesse pensato di coinvolgere i concorrenti delle prime cinque o sei edizioni, per mostrare al pubblico la loro evoluzione artistica e umana. Sui social esistono pagine come "Amici Story" che pubblicano i nostri vecchi filmati totalizzando milioni di visualizzazioni. Esiste un forte legame nostalgico da parte del pubblico verso quegli anni.
Se oggi ti venisse proposto un reality show, accetteresti?
Se arrivasse una proposta concreta la valuterei positivamente. Prediligerei un format basato sulle competenze artistiche, ma non precluderei a prescindere altre tipologie di reality per una questione di visibilità professionale, fermo restando che non mi propongo autonomamente ai casting.
Ti capita ancora di essere riconosciuta per strada a distanza di oltre vent'anni?
Accade raramente, una o due volte l'anno, e ogni volta mi sorprende. Una volta sono stata fermata da una pattuglia di Carabinieri per un normale controllo. L'agente ha preso la mia patente e, dopo essersi consultato con la collega, è tornato dicendomi: "Mi ha detto che eri ad Amici, è una tua grande fan". È stato un momento davvero divertente.