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Marianna Scarci di Saranno Famosi: “Mai guadagnato milioni come al GF, per noi solo un rimborso da 18 euro al giorno”

Marianna Scarci, seconda classificata nella prima edizione di Saranno Famosi, racconta a Fanpage.it i retroscena del talent che nel 2001 ha dato origine ad Amici: “Non abbiamo guadagnato milioni come il Grande Fratello, avevamo solo un rimborso spese da 18 euro al giorno”.
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Erano giovanissimi, indossavano delle tute azzurre e, da ballerini, facevano perfino lezioni di solfeggio con Beppe Vessicchio. Poi diventarono le star di quello che sarebbe diventato il primo talent show di Canale5. Era il 2001 quando Saranno Famosi entrava nelle case degli italiani raccontando per la prima volta il sogno di un gruppo di ragazzi pronti a trasformare il talento in un mestiere. Venticinque anni dopo, Marianna Scarci, seconda classificata nella prima edizione del programma poi diventato Amici, ripercorre quei mesi vissuti lontano dalla consapevolezza di essere al centro di quello che sarebbe diventato uno tra i più longevi esperimenti della televisione.

Dall'ingresso nella scuola attraverso una sfida al boom arrivato dopo il cambio di meccanismo, dal rapporto con Maria De Filippi ai ricordi di Maurizio Costanzo, fino al confronto con il mondo dei reality e ai guadagni di quegli anni, Marianna racconta a Fanpage.it il dietro le quinte di quella prima, storica edizione che segnò la storia dei talent italiani.

Sono passati più di venticinque anni dalla prima edizione di Saranno Famosi. Come arrivasti ai casting?

In realtà fui una di quelle entrate a trasmissione già cominciata, praticamente dopo le vacanze di Natale, attraverso una sfida. Successe per puro caso: mia madre era molto attenta a queste cose, prese il numero di telefono e chiamò. Io ero molto disillusa, mi avevano raccontato cose brutte di quel mondo e pensavo fossero tutti raccomandati. Mia mamma, però, volle provarci e mi diedero subito un appuntamento a Roma per un casting. Così, dalla sera alla mattina, mi ritrovai nella capitale a fare i provini insieme ad altre ragazze.

Il programma era partito a settembre 2001, proprio nei giorni dell'attacco alle Torri Gemelle, e all'inizio non faceva grandi ascolti.

Esatto. Mi hanno raccontato che stava addirittura rischiando di chiudere perché non faceva ascolti. I ragazzi mi dissero che, prima delle vacanze di Natale, non sapevano nemmeno se sarebbero tornati. Poi, poco prima di Natale, ci fu la sfida con l'ingresso di Leonardo Fumarola, che spinse il pubblico a cominciare a interessarsi. Visto che il meccanismo delle sfide era piaciuto molto, cambiarono tutto in corsa e arrivò il boom. Fu in quel periodo che entrò Maria De Filippi: noi avevamo cominciato con Daniele Bossari per il daytime, poi subentrarono Maria e Marco Liorni.

Come vi spiegarono il concetto delle sfide?

La classe era già formata e avevamo delle vere e proprie medie scolastiche su tutte le materie. I ragazzi con i voti più bassi venivano messi sotto torchio per capire se dovessero uscire. Per il mio ingresso mi dissero che avrei dovuto sfidare una ragazza con una media non brillante, Alessandra Piras. Feci la sfida nell'ultima puntata prima di Natale, ma non diedero il verdetto, probabilmente per creare suspense. Quando tornai a gennaio, convinta di dover risfidare Alessandra, scoprii che lei se n'era andata spontaneamente. Rimasto il banco libero, fecero un altro casting e io e Miriam Della Guardia ci ritrovammo a contenderci quel posto. Vinsi io la sfida ed entrai. Siccome però Miriam piacque molto, nonostante avesse avuto un blocco di memoria durante l'esibizione, le chiesero di riprovarci e, una settimana dopo, sfidò un'altra ballerina. Vinse e riuscì a entrare anche lei.

Mentre eravate dentro la scuola, vi rendevate conto che il programma stava diventando un fenomeno di costume?

No, mai. Ce ne rendemmo conto solo in estate, quando facemmo il TIM Tour. Finché eravamo lì dentro non realizzavamo. Conducevamo una vita normale: io prendevo l'autobus per tornare a casa e, quando vedevo la gente che si girava a guardarmi, mi chiedevo il perché. Eravamo però anche molto protetti dalla produzione. A differenza dei ragazzi di oggi, una volta finite le lezioni vivevamo in albergo, senza telecamere, come in un college. Entravamo alle otto del mattino e ci capitava di uscire anche alle quattro di notte. Non avevamo contatti con la gente, tranne in qualche velocissimo weekend in cui tornavamo a casa. Poi arrivò l'estate e vedemmo piazze piene di migliaia di persone.

Come gestisti quell'improvvisa popolarità?

Nessuno di noi si montò la testa. Avevamo come direttore artistico e regista Roberto Cenci, che con noi si comportava come uno zio. Ci diceva sempre che dovevamo lavorare duro e rimanere i piedi per terra, perché così come si sale si cade subito. Era il nostro maestro e lo ascoltavamo.

Oggi, a differenza di quanto accadde all'epoca con Cenci, la colonna portante di Amici è Maria De Filippi. Che rapporto avevate con lei?

Maria era una figura importante, che incuteva rispetto e anche un po' di soggezione. Per noi era "il capo", un'icona cresciuta accanto a Maurizio Costanzo. Eravamo molto timidi con lei, ci sembrava quasi un alieno. Cercava sempre di metterci a nostro agio: si sedeva a fumare una sigaretta con noi e ci invitava a parlare, ma noi restavamo come congelati. La consideravo quasi una psicologa: si accorgeva subito se qualcosa non andava e, se cercavamo di nascondere qualcosa, ci sgamava all'istante. È sempre stata molto comprensiva.

Ti ricordi la finale? Ti classificasti al secondo posto dietro il vincitore Dennis Fantina.

Con il regolamento di oggi, avrei vinto il circuito danza. Fu un colpo di scena per tutti. Eravamo cinque uomini e una donna. Il meccanismo prevedeva che l'ultimo in classifica sfidasse, uno dopo l'altro, tutti gli altri. L'ultimo era Ermanno Rossi, che batté prima Leonardo Fumarola, poi Andrea Cardillo e Antonio Baldes. Fumarola era stato primo in classifica per quasi tutto l'anno ed era considerato il favorito, quindi la sua eliminazione fu uno shock. Ermanno continuò a vincere finché arrivò a Dennis, contro il quale perse. Alla finalissima ci arrivammo io e Dennis e chiusi al secondo posto.

Oggi il vincitore del programma vince 150mila euro di montepremi e ci sono premi di categoria. Voi avevate un montepremi?

All'epoca c'era un unico premio da 100mila euro in gettoni d'oro per il primo classificato. Per il secondo non c'era niente.

E durante la trasmissione percepivate un compenso?

Solo un rimborso spese, circa 18 euro al giorno. Ovviamente ci pagavano tutto loro: vitto, alloggio in albergo… Per dei ragazzi di 18-19 anni andava benissimo; con quei soldi ci pagavamo il biglietto del treno per tornare a casa senza chiedere nulla ai nostri genitori. Non esisteva un cachet.

Il Grande Fratello era partito l'anno prima e i suoi concorrenti guadagnavano cifre astronomiche con le serate. È stato così anche per voi di Saranno Famosi?

No, quelle cifre no. Ci chiedevamo spesso il motivo di questa differenza. Loro alle serate facevano semplicemente presenza, mentre a noi venivano richiesti dei veri e propri spettacoli, che fossimo allievi di canto o di danza. Eppure non c'era paragone nei guadagni: noi non guadagnammo milioni, non ci comprammo case in contanti né catene di ristoranti. Con i compensi delle serate e del lavoro successivo, una ragazza di vent'anni come me poteva essere autonoma, pagarsi l'affitto a Roma e comprarsi la macchina, ma dovevi continuare a lavorare: non potevi vivere di rendita. Per comprare casa molti di noi hanno dovuto fare un mutuo con la garanzia dei genitori. Inoltre, a differenza di quanto accadeva con i ragazzi del Grande Fratello, da noi pretendevano veri e propri show: non potevamo stare seduti sui tacchi a firmare autografi e aprire bottiglie, dovevamo ballare e, talvolta, mi è capitato di farlo in situazioni davvero assurde.

Cosa è successo dopo la fine di Saranno Famosi?

Dopo il tour alcuni di noi furono presi nel cast di Buona Domenica con Maurizio Costanzo. Firmammo contratti che ci fecero lavorare per quattro o cinque anni di fila. Per questo, quando mi dicono che non ho vinto niente, rispondo che non è così: abbiamo fatto tantissima esperienza e siamo rimasti nel settore. Da lì arrivarono poi le serate, gli stage di danza e le collaborazioni come testimonial.

Che ricordo hai di Costanzo?

Bellissimo. Abbiamo fatto tantissime cose con lui, compreso il Maurizio Costanzo Show. Era una persona attentissima, disponibile e sempre pronta ad ascoltare. Un anno mi presero nel cast di un musical e dovetti chiedergli il permesso di lasciare Buona Domenica. Gli chiesi consiglio e lui mi disse: "Se hai voglia di farlo, fallo. Se l'anno prossimo rifaccio il programma e sei disponibile, ti richiamo". Finito il tour del musical, ero convinta che non mi avrebbe mai richiamato. Invece la produzione mi contattò dicendomi che Maurizio si era ricordato di me e che ero la prima della lista. Fu un gesto bellissimo, che mi dimostrò quanto mantenesse la parola e quanto fosse attento verso noi ragazzi.

Essere uscita da un talent come Saranno Famosi è stato poi un vantaggio o uno svantaggio nei provini successivi?

Entrambe le cose. Quando andavi a fare un provino per un corpo di ballo con cento ballerine e il coreografo ti riconosceva, rischiavi di essere vista male dalle altre. Entravamo a testa bassa e dovevamo lavorare il doppio per dimostrare che non eravamo lì solo perché "famose", ma perché sapevamo ballare davvero.

Alcuni ex concorrenti si rammaricano di non essere più stati chiamati o citati dal programma negli anni successivi.

È una cosa che accomuna un po' tutti, ma ce lo fa notare soprattutto la gente per strada. La risposta che ci diamo è legata al cambio di marchio, da Saranno Famosi ad Amici, probabilmente per una questione di diritti o di logo. Nessuno di noi ha mai litigato con Maria De Filippi o con la produzione, anzi ne conservo un ricordo molto positivo. Lei apprezzava il mio essere schietta e diretta. Non abbiamo mai avuto scontri né atteggiamenti sbagliati: ci hanno sempre insegnato a incassare le critiche degli insegnanti e a essere educati.

Quali sono le differenze principali che noti tra la vostra edizione e l'Amici di oggi?

In realtà non lo guardo più da anni, se non magari qualche pezzetto del serale, un po' perché dopo tanto tempo il format mi ha stancata, esattamente come il Grande Fratello. So però che oggi è un programma completamente diverso. La nostra era una vera scuola, senza grandi scenografie. Facevamo solfeggio con Beppe Vessicchio, recitazione, esami, interrogazioni e ci esibivamo con vestiti sempre uguali. Oggi è un grande show, con scenografie pazzesche e coreografi di altissimo livello. Ricordo che firmavamo un documento in cui dichiaravamo di non avere avuto precedenti esperienze professionali di rilievo: eravamo studenti di scuole private che non avevano mai lavorato da professionisti. Oggi entrano ragazzi che sono già primi ballerini di compagnie o professionisti formati, che usano il programma come vetrina e per ottenere borse di studio. La nostra edizione è nata senza che si sapesse bene dove sarebbe andata a parare: non si sapeva nemmeno se ci sarebbe stato un unico vincitore finale. Si è evoluta giorno dopo giorno.

Nessuno di voi della prima edizione ha poi partecipato a reality show, tranne Dennis Fantina che ha fatto altri talent in Rai.

Esatto. Dennis ha partecipato ad altri talent, come Tale e Quale Show. Io non ho mai ricevuto chiamate per dei reality e, sinceramente, non ne farei mai uno. Forse l'Isola dei Famosi, ma solo per mangiare di meno (ride, ndr). Se proprio dovessi fare qualcosa in televisione, mi piacerebbe un programma come Tale e Quale Show.

Di cosa ti occupi oggi?

Ho messo su famiglia e ho due figlie. Con la danza mi sono fermata: ho insegnato per un periodo, ma non ho mai voluto aprire una scuola tutta mia perché mi sono sempre sentita più ballerina che insegnante. Nel corso degli anni, lavorando negli spettacoli, ho imparato a truccarmi da sola e da lì è nata la passione per il make-up. Ho frequentato un'accademia e oggi mi dedico principalmente a questo. Per il resto mi tengo in forma allenandomi per conto mio.

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