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OPINIONI

Fabio Fazio ha preso il “circoletto” e ci ha fatto il miglior programma della Tv

Domenica 24 maggio si è chiusa la stagione televisiva di Che Tempo Che Fa. Il programma continua a mantenere il suo pubblico, dimostrando di aver puntato sull’identità e di essere diventato riconoscibile, al punto che non c’è ad oggi una trasmissione di cui si possa dire la stessa cosa.
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Si è chiusa un'altra stagione di Che Tempo Che fa e si può dire anche nel migliore di modi. Il programma di Fabio Fazio ha toccato il milione e mezzo di telespettatori, con l'8.5% di share, numeri significativi per Warner Bros Discovery che in questi anni ha cercato di costruirsi uno spazio nell'olimpo delle principali emittenti televisive. Se c'è un motivo, però, che è alla base di questo confermato successo è l'abilità del conduttore e della sua squadra di aver creato qualcosa di riconoscibile e che risponde pienamente a una domanda, da parte del pubblico, come altri programmi non sono mai riusciti a fare. Complice il fatto di aver costruito uno show in cui, in fin dei conti, resiste un "circoletto" televisivo che, però, non disturba, anzi, attira chi lo guarda.

La storia televisiva di Che Tempo Che Fa supera i vent'anni, è una storia fatta di crescita costante, di fidelizzazione da parte del pubblico, è una storia che racconta come da un'idea, buona, si crea qualcosa che abbia la forza di restare, nonostante i cambiamenti. E non è scontato. Il salotto di Fabio Fazio è diventato nel tempo un punto di riferimento per quella fetta di pubblico che ha voglia di intrattenersi con un programma che riesca ad alternare con eleganza, misura e sapienza, il registro alto con quello che siamo soliti chiamare "basso", ma che in questo caso non lo è affatto. Semplicemente, in più di vent'anni di messa in onda, cambi di rete, palinsesti, orari e quant'altro, si è trovata la formula perfetta che rende il programma un contenitore godibile in cui la leggerezza e l'approfondimento possono trovare casa. Il successo di questa trasmissione televisiva è tutto qui, in questa capacità che, purtroppo, anche a distanza di tre anni dall'addio, la Rai non può non rimpiangere almeno un po'.

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto a Che Tempo Che Fa

Da Fabio Fazio arrivano nomi importanti, come non si contemplano nemmeno per l'evento televisivo per eccellenza come Sanremo. Sarà per promozione? Certo, ma intanto arrivano e si lasciano intervistare. Quindi, a conti fatti, chi ci perde è il servizio pubblico che non ha più una zona franca, capace di catalizzare l'attenzione del pubblico, ma soprattutto di avere un peso specifico all'interno del palinsesto. Fazio è stato capace di fare uno speciale su Ornella Vanoni, per ricordarla, che la Rai non è stata capace di mettere in piedi e questo è a dir poco significativo. Probabilmente gioca a favore del conduttore il fatto di aver creato quello che in gergo si chiamerebbe un "circoletto" di personaggi che arricchiscono il programma e che, da fuori, non hanno l'aria di essere altezzosi, ma anzi, fanno simpatia, non provocando quell'effetto distaccato che solitamente susciterebbe chi fa parte di un elitè. Perché l'idea che si vuole trasmettere è quella di una famiglia, più che una di una cerchia ristretta di nomi dal peso specifico.

Sono davvero pochi i programmi che ad oggi riescono a dettare l'agenda televisiva, riescono a imprimersi anche in termini di ascolti. Ne é un esempio un altro nome, Maurizio Crozza, che sul Nove è riuscito a costruirsi la sua nicchia di fedelissimi che lo segue e, infatti, la trasmissione supera sempre il milione di telespettatori, a dimostrazione del fatto che l'identità di un programma spesso la dà chi lo conduce. In entrambi i casi citati, quindi, si è avuta la capacità di intercettare una richiesta da parte di chi la televisione la vede e cerca qualcosa di preciso.

Facendo una panoramica dei competitor, in Mediaset è difficile non assistere al fenomeno contrario, per cui sono solitamente i volti a dare forza al programma, perché il contenuto in sé, potrebbe risultare un po' manchevole. Dimostrazione lampante è stato il passaggio da Alfonso Signorini a Ilary Blasi, con un incremento di ascolti, soprattutto nelle fasi finali, che si è tradotto anche in un gradimento social. Il mondo Mediaset può sicuramente contare sull'universo Maria De Filippi, che in fatto di identità batte chiunque, avendo creato una batteria di programmi che riflettono il suo modo di stare in televisione e che puntano sui temi che fanno borbottare la pancia del Paese. Ma questa è un'altra lunghissima storia.

Nel panorama Rai, invece, esempio virtuoso è Splendida Cornice di Geppi Cucciari. Un gioiellino dell'intrattenimento tv, riservato alla terza rete dove conquista ascolti più che soddisfacenti per la tipologia di programma, che confermano anche una legge non detta dei media: il pubblico va educato. Nella varietà esiste spazio per tutto, bisogna solo trovare il proprio e spingere sulla propria identità, ed è quello che Che Tempo Che Fa è riuscito a fare egregiamente.

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Nata nel 1992, giornalista dal 2016. Ho sempre scritto di cultura e spettacolo spaziando dal teatro al cinema, alla televisione. Lavoro nell’area Spettacolo di Fanpage.it dal 2019.
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