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Chi è Stefano Coletta e perché la Rai vuole affidargli Chi l’ha visto?

Poco noto al grande pubblico ma figura di peso a Viale Mazzini: chi è Stefano Coletta, il dirigente Rai il cui nome circola per Chi l’ha visto dopo Federica Sciarelli. E perché la scelta ha tutta l’aria di essere politica.
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Tra i nomi spuntati per raccogliere l'eredità di Federica Sciarelli ce n'è stato uno che ha fatto sobbalzare gli addetti ai lavori e lasciato indifferente il pubblico da casa. Normale: Stefano Coletta non è un volto, è una testa dietro le quinte, una poltrona (di quelle pensanti e pesanti). La sua candidatura, anticipata da Giuseppe Candela, è la più sorprendente del totonomi e anche la più densa di significati, perché su Coletta non si gioca soltanto una conduzione, ma una partita di equilibri interna alla Rai.

La carriera dietro le quinte

Romano, classe 1965, laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza, giornalista professionista, Coletta entra in Rai nel settembre 1991 come redattore e conduttore radiofonico a Radiodue, prima di passare alla televisione tra Rai1 e Rai3. Tra il 1997 e il 2007 firma da autore e capo progetto programmi di prima e seconda serata – da Mi manda Raitre a Tatami, da Amore criminale al day time di Cominciamo bene – costruendosi una reputazione di primissimo piano.

La svolta dirigenziale arriva nel 2013, quando diventa vicedirettore di Rai3 con delega a palinsesto e marketing. Nel luglio 2017 ne assume la direzione, raccogliendo il testimone da Daria Bignardi. È lì che cementa il suo profilo: quello del custode della "Rai3 di qualità", la rete dell'approfondimento e del servizio pubblico nel senso più nobile del termine. Un identikit che, nelle percezioni del settore, lo ha sempre collocato in un'area precisa dello scacchiere.

Stefano Coletta nel luglio 2017, fresco di nomina come direttore di Rai3, con Federica Sciarelli, Riccardo Iacona e Bianca Berlinguer.
Stefano Coletta nel luglio 2017, fresco di nomina come direttore di Rai3, con Federica Sciarelli, Riccardo Iacona e Bianca Berlinguer.

Il legame con Chi l'ha visto

La sua candidatura a conduttore di Chi l'ha visto? assume un sapore quasi romantico. Perché Coletta c'è già stato nel programma, ma dall'altra parte della scrivania, dietro le quinte. Nel 2008 viene nominato responsabile del Nucleo Produttivo di Programmi di servizio sociale e in quella veste mette mano proprio alla trasmissione sugli scomparsi, contribuendo a quei rinnovamenti che ne hanno definito la formula moderna. La stessa che per oltre vent'anni è stata sinonimo di Federica Sciarelli.

Affidargli oggi la conduzione e la direzione di quella redazione significherebbe, in un certo senso, chiudere un cerchio: l'uomo che ne pose le basi che torna a custodirne l'anima. Letta così, l'ipotesi ha il fascino delle storie che si concludono dove sono cominciate.

Stefano Coletta a Sanremo 2022 con Sabrina Ferilli e Amadeus. Alla fine di quella stagione passa da direttore di Rai1 a direttore Intrattenimento Prime Time.
Stefano Coletta a Sanremo 2022 con Sabrina Ferilli e Amadeus. Alla fine di quella stagione passa da direttore di Rai1 a direttore Intrattenimento Prime Time.

La lettura politica

Solo che a Viale Mazzini nessuna nomina è mai soltanto una nomina. E la parabola di Coletta negli ultimi anni racconta una traiettoria che vale la pena sottolineare. Dal gennaio 2020 dirige Rai1, la rete ammiraglia, il punto più alto a cui un dirigente di rete possa ambire. Nel 2022, con una riorganizzazione aziendale (la prima del Governo Meloni), quella casella viene rimossa e lui si ritrova alla direzione di genere Intrattenimento Prime Time: un incarico ancora di garanzia, ma di un gradino sotto. Nel maggio 2023, con i nuovi vertici della Rai a trazione centrodestra, lo spostamento successivo: la Direzione Distribuzione e Coordinamento Generi.

Tre passaggi, una direzione sola: quella che porta progressivamente lontano dal cuore editoriale e produttivo dell'azienda. Parliamoci chiaro: in un altro scenario – una Rai con un governo di colore diverso – un curriculum come il suo lo avrebbe candidato ai piani altissimi di Viale Mazzini, fino a ridosso della poltrona di amministratore delegato. È andata diversamente. E la cronologia, da sola, suggerisce una direzione di marcia.

Ecco allora che l'ipotesi Chi l'ha visto si carica di una seconda lettura, meno romantica e più maliziosa. Riportare Coletta su quel programma sarebbe un omaggio alla sua storia, certo. Ma sarebbe anche un modo elegante per ricollocare un profilo dirigenziale ingombrante in una casella prestigiosa e insieme circoscritta: un ritorno alla conduzione che somiglia a un binario di servizio, dove un manager dal peso specifico alto viene "calmierato" senza che nessuno possa parlare di demansionamento. Anzi, con tutti gli onori del caso.

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