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Caso Ranucci, Massimo Giletti: “C’è un altro personaggio noto coinvolto oltre Lavitola”

Massimo Giletti torna sul caso Ranucci: oltre a Lavitola, un altro personaggio noto sarebbe coinvolto: il giallo del nome Corrado.
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Massimo Giletti, in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, ha aggiunto nuovi elementi all'inchiesta sulla bomba esplosa il 16 ottobre 2025 davanti alla villetta del conduttore di Report Sigfrido Ranucci.

Il conduttore di Lo Stato delle Cose ha parlato di un secondo personaggio noto che avrebbe avuto un ruolo nella vicenda oltre all'imprenditore Valter Lavitola, indagato come presunto mandante dell'attentato. Ha inoltre riacceso i riflettori su un nome, Corrado, che comparirebbe nelle intercettazioni agli atti dell'inchiesta.

Il personaggio legato al ristorante Cefalù

Secondo quanto raccontato da Giletti, oltre al coinvolgimento di Lavitola avrebbe avuto un ruolo importante nella vicenda un altro personaggio, descritto come noto e frequentatore del ristorante Cefalù, di proprietà dello stesso Lavitola. Il conduttore ha spiegato che gli inquirenti si starebbero interrogando se il ruolo di questa persona sia stato consapevole o inconsapevole, aggiungendo che l'uomo si troverebbe in uno stato di forte preoccupazione per gli sviluppi dell'indagine.

"Oltre al coinvolgimento di Valter Lavitola, avrebbe recitato un ruolo importante in questa vicenda un altro personaggio, personaggio conosciuto, frequentatore del ristorante Cefalù, di proprietà di Lavitola", ha dichiarato Giletti. "Gli inquirenti si stanno domandando se il ruolo che ha recitato questo personaggio è un ruolo consapevole o inconsapevole. Il dato che vi posso dare è che lui è estremamente preoccupato visto tutto quello che sta succedendo".

Chi è Corrado? Il nome nelle intercettazioni

Giletti si è poi soffermato su un secondo elemento dell'inchiesta, legato a un nome che comparirebbe più volte nelle intercettazioni riportate negli atti relativi all'attentato. "Altro elemento ha a che fare con il nome di Corrado. Chi è Corrado? Perché i criminali che hanno fatto l'attentato fanno continui riferimenti a questo nome? Lo usano come uno pseudonimo per far riferimento a un personaggio nel mondo della televisione? Oppure è il nome vero, Corrado?", si è chiesto il conduttore, riferendosi a un'identità che al momento gli inquirenti non avrebbero ancora accertato.

Giletti ha poi analizzato un dettaglio tecnico contenuto nell'ordinanza firmata dalla gip Iole Morica, relativo al tipo di ordigno utilizzato la notte dell'attentato. "Leggendo l'ordinanza della dottoressa Iole Morica lei parla di un detonatore a miccia. A miccia vuol dire che sono quelle tipo delle vecchie cave di miniera e quant'altro, a combustione lenta", ha spiegato. Per il conduttore, questo elemento indicherebbe che gli autori materiali del gesto avrebbero mantenuto il controllo della situazione, escludendo l'intenzione di provocare una strage.

Chi sapeva che Ranucci sarebbe stato a Pomezia quella notte?

L'ultimo punto sollevato da Giletti riguarda le modalità con cui gli esecutori materiali sarebbero riusciti a colpire l'abitazione di Ranucci proprio nella notte in cui il giornalista si trovava effettivamente in casa. "Chi è che quella notte sapeva che Sigfrido Ranucci sarebbe stato proprio nella sua casa di Pomezia? Perché non sempre Sigfrido Ranucci si ferma a dormire in quella casa, spesso è fuori, per lavoro, per altri motivi", ha osservato il conduttore, sottolineando che il gruppo doveva percorrere centinaia di chilometri dalla Campania per raggiungere l'obiettivo e altrettanti per fare ritorno. Da qui la domanda con cui Giletti ha chiuso la sua analisi: "Qualcuno gli ha dato un suggerimento che si è rivelato poi esatto. E allora la domanda è: chi ha tradito chi?".

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